Nel 2005, Psiche e Aurora editore riprendeva la sua attività editoriale dopo la storica esperienza d’inizio Novecento, quando tra le sue pagine trovavano spazio figure del calibro di Ada Negri e Trilussa. A segnare simbolicamente la rinascita della casa editrice fu la scelta di un nome che allora pochi conoscevano: Nicola Lagioia. Il suo racconto Fine della violenza fu il primo titolo della nuova avventura editoriale. Oggi, Lagioia è il vincitore del 69° Premio Strega con La ferocia (Einaudi), ma già allora Psiche e Aurora aveva intuito la forza della sua voce.
“Fine della violenza”: un esordio memorabile
Fine della violenza è un racconto di Natale pubblicato nel dicembre 2005. La presentazione, organizzata a Villa Grancassa dal giornalista Vittorio Macioce e dall’editore Luca Leone, fu una serata speciale. Quel momento diventò un prototipo: anni dopo da quello spirito e da quell’atmosfera sarebbe nato il Festival delle Storie. Durante l’evento, il libro fu abbinato a un calice di Nero d’Avola e ai torroni del Ducato di Alvito, in un mix originale che univa cultura e territorio. «Un mix vincente – spiega Luca Leone – che ha portato fortuna a tutti. Se allora qualcuno avesse pronosticato che dieci anni dopo Nicola avrebbe vinto lo Strega, Vittorio creato una delle manifestazioni letterarie più importanti d’Italia e Psiche e Aurora dato vita a un progetto editoriale innovativo, lo avrebbero preso per folle. E invece siamo qui, ognuno a raccontare la sua storia.»
Nicola Lagioia da emergente a protagonista
Nato nel 1973, Nicola Lagioia aveva già pubblicato nel 2004 per Einaudi Occidente per principianti (Premio Scanno, finalista ai premi Bergamo e Napoli). Nel 2005 fu tra gli autori collettivi di 2005 dopo Cristo (Einaudi Stile Libero), scritto con Francesco Pacifico, Francesco Longo e Christian Raimo, sotto lo pseudonimo Babette Factory. Quello stesso anno pubblicò due scritti a tema natalizio: Babbo Natale. Ovvero come la Coca-Cola ha colonizzato il nostro immaginario collettivo (Fazi) e, appunto, Fine della violenza per Psiche e Aurora. Con il romanzo Riportando tutto a casa (Einaudi) arrivarono il Premio SIAE, il Premio Vittorini, il Premio Volponi e il Premio Viareggio 2010. Ma fu La ferocia (Einaudi) a consacrarlo definitivamente con il Premio Strega nel 2015.
Un intreccio di storie e successi
La storia di Psiche e Aurora, quella sera d’inverno, si intrecciava a quella di due protagonisti della scena culturale italiana: Nicola Lagioia e Vittorio Macioce. Da un piccolo racconto pubblicato in Val di Comino, è sbocciata una rete di idee, festival, libri e occasioni che hanno arricchito il panorama culturale nazionale. Una storia che ci ricorda quanto le piccole realtà editoriali siano spesso il motore silenzioso, ma decisivo, della nostra cultura.