Spazio 1999: quanto di italiano c’è nella serie

creativi_13-02-19Spazio 1999 (Space 1999) è una serie televisiva di fantascienza creata da Gerry e Sylvia Anderson. L’idea iniziale della rete inglese Itc era realizzare la seconda stagione della precedente serie televisiva degli Anderson: Ufo, con lo spostamento delle azioni principali sulla base lunare, dove si sarebbe trasferito il comandante Straker e gli Shado. Il calo degli ascolti di Ufo fece naufragare il progetto quando lo studio con la nuova base lunare era stato già allestito. Dopo alcune trattative fallite con le reti americane, venne coinvolta la Rai come coproduttrice. La presenza italiana è visibile nella presenza di diversi attori italiani in alcuni episodi.

LA TRAMA
Il 9 settembre 1999, data estremamente futuristica all’epoca, il comandante John Koenig (Martin Landau) prende il comando della base lunare Alpha con lo scopo di fare nuove scoperte scientifiche sulla Luna, ma poco dopo viene avvertito che nel lato oscuro del satellite terrestre, ovvero quello non visibile dalla Terra, vi sono delle scorie nucleari instabili, le quali il 13 settembre 1999 producono una forte esplosione che scardina la Luna dall’orbita terrestre. Questo evento porterà la Luna a vagare nel cosmo e a venire in contatto con popolazioni aliene.

INTERPRETI ITALIANI
Il primo attore italiano compare nell’episodio “Fantasma su Alpha”. Giancarlo Prete interpreta Dan Mateo, il botanico che svolge esperimenti di comunicazione con le piante. Esperimenti che sfociano in un horror con l’apparizione di un raccapricciante e pericoloso “fantasma”. Ne “Il pianeta di ghiaccio” c’è Brian Blessed nei panni del dottor Cabot Rowland. Altra presenza italiana ne “Il dominio del drago”, Gianni Garko interpreta Tony Cellini. Durante una missione la sua nave venne attaccata da un mostro che uccise l’intero equipaggio e ora intende riscattarsi. “Il testamento degli Arcadi” è la puntata conclusiva della prima serie, in cui Orso Maria Guerrini interpreta Luke Ferro.

IN SCENA IL MEGLIO DEL DESIGN ITALIANO
Molto interessante e da non sottovalutare per il periodo è l’accuratezza con cui sono stati studiati gli interni. Per allestire gli interni sono stati coinvolti i migliori oggetti di interior design dell’epoca: Joe Colombo, Gae Aulenti, Eero Aarnio, Pierre Paulin, Richard Sapper, per citarne alcuni. Tra gli oggetti di design vanno ricordati: Poltrona Elda di Joe Colombo (1963), prodotta da Vitra, seduta in fibra di vetro ABS; Seduta Pastil di Eero Aarnio (1967-1968), prodotta da Adelta, in poliestere lavorato con stampi e rinforzato con vetroresina, il modello è detto anche “Gyro”; Sedia Ribbon, modello n.582 di Pierre Paulin (1965), prodotta da Artifort; lampada da pavimento Pileo di Gae Aulenti (1972), prodotta da Artemide; lampada da tavolo Tizio di Richard Sapper (1972), prodotta anche questa da Artemide.