Salute: felici a 20 e 75, in crisi a 40

starbene_02-10-15Il decennio dei 20 anni rappresenta il momento più felice nella vita, pieno di spensieratezza e senza i problemi che appesantiranno i successivi anni dell’esistenza. A dirlo una ricerca dell’università di New South Wales in Australia.

C’E’ UN’ETA’ IN CUI SI E’ FELICI?
Per Ioana Ramia, che ha presentato i risultati dello studio all’Australian Social Policy Conference, la felicità può infatti essere rappresentata con una curva a “U”: «La soddisfazione per la propria vita inizia a scendere dopo i 24 anni, toccando il punto più basso verso i 40. Dopodiché ricomincia a crescere dai 65 in poi». I livelli più alti sono stati registrati tra i 15 e i 24 anni e dopo i 75.

FELICITA’ DI COPPIA
Le coppie, secondo il team australiano, raggiungono il momento di soddisfazione massima appena prima della nascita del primo figlio, cui segue un periodo di “down” dal primo anno di vita fino ai 6 anni del bambino, quando inizia ad andare a scuola.

LA CRISI DEI TRENTACINQUE-QUARANTA
Attorno alle 40 candeline, i fattori che influenzano di più la felicità delle persone riguardano i soldi e le possibilità di carriera. Per i ragazzi più giovani, la casa non è una grande preoccupazione, ma è stato dimostrato che se si abita vicino al proprio posto di lavoro e agli amici la qualità della vita migliora. L’abitazione diventa più importante negli anni successivi, legata anche ai vicini e più in generale alle relazioni sociali. «In questo momento della vita la felicità è al livello più basso e l’unico modo per farla crescere è concentrarsi su altro, per esempio la gestione del proprio tempo libero» continua Ramia. La sicurezza è un aspetto importante a tutte le età, mentre la salute è la prima preoccupazione attorno ai 35 anni, con la prima presa di coscienza della malattia, e più tardi nella vita, sostengono gli scienziati.

GLI OVER SETTANTA
Tuttavia, Ramia e colleghi evidenziano come manchino ancora spiegazioni esaurienti per i picchi di felicità da molto giovani e da anziani e siano molti i punti interrogativi su come potrebbe mantenersi costante nel tempo. «Definire che cos’è la soddisfazione e come si possa misurarla sarà una delle sfide delle prossime ricerche» conclude Ramia.

Fonte: Iltempo.it