Displair brevetta la tecnologia airtouch

Un anno e mezzo fa, quando Microsoft Kinect venne mostrato per la prima volta al pubblico, molti addetti ai lavori non esitarono a dichiarare che, in termini di user interface, si era raggiunto un traguardo storico, definitivo forse. Spingersi oltre, senza tirare in ballo chip intracranici e nanotecnologie, non era possibile. Oggi, mentre Microsoft continua a battersi il petto sguinzagliando in rete un teaser video dietro l’altro, in un dormitorio studentesco di un’università russa un gruppo di studenti sta lavorando a Diplair, un nuovo sistema che si basa sulla proiezione di immagini su display fatti di aria.

Sul nome da dare a questo nuovo approccio non si è ancora raggiunto un accordo, qualcuno vorrebbe brevettare il termine Airtouch, altri preferirebbero Fog Screen (peccato il nome sia già stato scelto da una compagnia finlandese che produce una tecnologia molto simile ). Il funzionamento di Displair si basa sulla proiezione di immagini su un flusso di aria fredda nebulosa. Quando l’utente interagisce con le immagini nebulizzate una telecamera a infrarossi cattura il movimento e lo trasmette a uno specifico software di gestural interface.

Per quanto ancora allo stadio embrionale, questa tecnologia è sicuramente affascinante e in patria ha già fatto incetta di premi. Nonstante (per ora) la velocità di risposta ai movimenti sia più lenta di quella offerta da Kinect (0,2 secondi contro gli 0,1 del sistema Microsoft), gli sviluppatori di Displair garantiscono che un sistema airtouch consentirà di catturare in maniera più accurata i movimenti delle mani. Difficile immaginarsi che un dispositivo simile si diffonda nelle case di tutto il globo, dal momento che il costo ipotizzato oscilla tra i 4mila e i 30mila dollari (a seconda dell’ampiezza di questo schermo di nebbia, che potrebbe raggiungere i 130 pollici). Tra i possibili campi di applicazione spiccano il settore pubblicitario e l’industria dell’intrattenimento. Alcune compagnie russe, per altro, hanno già annunciato di voler utilizzare Displair in campo psicoterapeutico.

Fonte:  Mytech.panorama.it
Autore: Fabio Deotto
Aggiornamento: 29-10-2013 (45)
Sezione: Psiche e Aurora
Rubrica: Tecno