Chiavette Usb veicolo di virus, 1 su 10 è un cryptominer

tecnologie_29-09-18Le chiavette Usb, strumenti professionali molto usati e sul mercato da quasi 20 anni, sono un pericolo di infezioni per i computer. Sono portatori di malware (virus malevoli) ma anche di cryptominer, quei virus che producono criptomonete come i bitcoin, all’insaputa degli utenti. A tracciare questo quadro una ricerca di Kaspersky Lab sulle minacce legate ai supporti removibili, con il numero delle vittime che aumenta di anno in anno.

LE MINACCE
Come rileva la società di sicurezza, la top 10 delle minacce che sfruttano le chiavette Usb è stata guidata, almeno fino al 2015, dal malware LNK di Windows. Poi nella lista sono comparsi sempre più cryptominer. Grazie alle chiavette questi virus passano sul pc e senza farsi rilevare avviano il “mining”, cioè la produzione di valute digitali, scaricando elementi che consentono di inviare qualsiasi risultato ad un server esterno controllato dall’autore delle minacce. I Paesi più colpiti sono Asia, Africa e Sud America, ma sono stati rilevati casi isolati anche in Paesi dell’Europa e del Nord America.

STORIA DELLE USB
La prima chiavetta è stata introdotta da un consorzio di aziende come Compaq, Hewlett-Packard, Ibm e Microsoft nel 1995. Il primo dispositivo Usb fu introdotto nel mercato nel 1996 e la prima prima chiavetta disponibile in commercio risale invece al 2000: si chiamava ThumbDrive e aveva una capacità di 8 megabyte. A distanza di 20 anni le periferiche e i gadget che si collegano alla porta Usb non si contano più, anche le auto sono dotate di questo tipo di connessioni.