Zurigo celebra il centenario del Dadaismo

creativi_02-03-16In occasione di questo importante anniversario, il Cabaret Voltaire, ha in programma 165 giorni di festa. Con le soirée quotidiane, il celebre locale vuole creare uno spazio artistico, una casa delle corporazioni degli artisti, nella culla del Dadaismo. Anche il resto della città festeggerà in grande stile: nel 2016, il festival Zürcher Festspiele affronterà il mito di questa avanguardia, mentre il Kunsthaus esporrà oltre 200 opere inviate a Tristan Tzara, uno dei fondatori del movimento, da artisti di tutta Europa. Al Museo Rietberg, la mostra “Dada Afrika” evidenzia per la prima volta gli influssi che l’arte africana ebbe sui dadaisti. Anche la Manifesta 11, che nel 2016 sarà ospitata da Zurigo, renderà omaggio all’anniversario con eventi speciali.

IL POTERE RIVOLUZIONARIO DEL DADA
Nel 1916, nel cuore di Zurigo, nacque il Dadaismo. Protagonisti furono un gruppo di intellettuali europei che si rifugiano in Svizzera per sfuggire alla prima guerra mondiale. Questo gruppo è formato dagli europei Hans Arp, Tristan Tzara, Marcel Janco, Richard Huelsenbeck, Hans Richter, e il loro esordio ufficiale viene fissato al 5 febbraio 1916, giorno in cui fu inaugurato il Cabaret Voltaire fondato dal regista teatrale Hugo Ball.

UNO SGUARDO APPROFONDITO
«Cos’è il dadaismo? Non lo sanno nemmeno i dadaisti. Soltanto il capo dei dadaisti lo sa e lui non lo dice a nessuno» scrive il dadaista Johannes Baader nel 1919. Sappiamo però che i contenuti principali sono innanzitutto nel titolo: la parola “dada”, che in realtà, non significava assolutamente nulla, ma che riassume una prima caratteristica del movimento: quella di rifiutare ogni atteggiamento razionalistico. Il rifiuto della razionalità è ovviamente provocatorio e viene usato come una clava per abbattere le convenzioni borghesi intorno all’arte. Pur di rinnegare la razionalità i dadaisti non rifiutavano alcun atteggiamento dissacratorio, e tutti i mezzi sono idonei per giungere al loro fine ultimo: distruggere l’arte. Proprio per ripartire con una nuova, ironica, chiassosa e variopinta. Dadaismo mise in dubbio e stravolse le convenzioni dell’epoca, dall’estetica cinematografica e artistica alle ideologie politiche, enfatizzando la stravaganza, la derisione e l’umorismo.

LA STRAVAGANZA DEGLI ARTISTI
Gli artisti dada erano volutamente irrispettosi, e manifestavano palese disgusto nei confronti delle usanze del passato, mentre ricercavano la libertà creativa utilizzando tutti i materiali e le forme disponibili. L’opera dell’artista non nasce più dalla sua abilità manuale, ma dalle idee che con essa riesce a proporre. Velocemente si diffuse in Germania, Francia e in tutta Europa. Tra le avanguardie storiche del primo Novecento il Dadaismo, infatti, è quella che ha più breve vita, ma il suo grande valore è quello di aver scardinato con la provocazione norme e valori tradizionali e di aver preparato il terreno per altre esperienze, come il Surrealismo. Oggi, questo concetto di innovazione, è usato da artisti e giornalisti di ogni genere, con lo scopo di uscire dagli schemi e fare la differenza.

Autrice: Diletta D’Orazio