The Voice, il social network di un ragazzino italiano

Il nuovo Zuckerberg, più impegnato nel sociale, starebbe di casa a Cremona: Giovanni Villa, 12 anni, ha creato un nuovo social network «per dare la giusta voce a chi non ha i mezzi per farsi sentire»: si chiamerà The Voice.

Lo ha raccontato lunedì 22 ottobre il padre Gabriele, che fin da subito ha creduto nell’idea del figlio. Il ragazzo è rimasto colpito emotivamente dalla situazione del terremoto a Modena e Reggio Emilia: «Qui, toccando con mano le difficoltà di comunicazione e di informazione della popolazione colpita ha avuto l’illuminazione: è sicuro che The Voice potrà fornire loro un aiuto importante».

Ha continuato il padre Gabriele: «Giovanni è un ragazzino molto modesto e leggermente autistico. Ma è bravissimo nel prendere codici informatici da internet e nel modificarli, e ha un grosso talento per la matematica. La sua idea è quella di dare voce a chiunque, in ogni parte del mondo, specialmente alle persone che si trovano in difficoltà. La situazione del terremoto di Modena e Reggio Emilia l’ha molto addolorato».

Sul progetto c’è ancora del riserbo, ma si può dire che condivida alcuni elementi con Facebook, come il profilo personale e una pagina principale.

Il sito dovrebbe essere online entro la fine del 2012: l’intenzione è devolvere gli eventuali ricavati alle popolazioni colpite dal sisma. L’obiettivo di The Voice è creare una rete di cooperazione e aiuto reciproco nelle zone colpite dell’Emilia colpite dal terremoto.

Secondo quanto riporta il padre, per The Voice c’è già grande attesa: «Nella scuola di Giovanni 500 famiglie aspettano questa cosa come una manna. Si è creata un’aspettativa incredibile, tanti ragazzi vengono continuamente a casa nostra per provarlo». A gestire il tutto, con il supporto di un programmatore esperto, ci sono solo Giovanni e Giulia, la sorella diciottenne.

Nel frattempo il padre, più pragmatico, ha fatto registrare il dominio internet e depositato i brevetti relativi al codice del programma sia in Italia sia negli Stati Uniti. «Stiamo facendo tutto da soli: vogliamo un prodotto di estrema qualità e di grande eleganza». E a chi pensa già all’intenzione di fare soldi con un’iniziativa del genere, non ha considerato il candore di un ragazzo di 12 anni. Il padre ha concluso: «L’obiettivo è fare arrivare gli eventuali fondi alle stesse popolazioni colpite dal terremoto. Giovanni è tremendamente eccitato all’idea: io, invece, non dormo da 7 mesi per tutto il lavoro che c’é da fare…».

Fonte: Lettera43.it
Aggiornamento: 22-10-2012 (10)
Sezione: Psiche e Aurora
Rubrica: Storie