Terremoto nel Reatino, la sintesi dei fatti

Un terremoto di magnitudo 6 con epicentro nella zona di Amatrice e Accumoli, nella provincia di Rieti, nel Lazio, si è verificato mercoledì 24 agosto alle 3:36 del mattino. Nelle ore seguenti si sono verificate altre scosse in provincia di Rieti e di Perugia.

VITTIME E DISPERSI
A causa del terremoto sono morte 38 persone. Questo primo bilancio ufficiale (dopo che sono circolate in mattinata diverse cifre) è stato diffuso dalla Protezione Civile poco prima di mezzogiorno. Durante una conferenza stampa Immacolata Postiglione, capo ufficio emergenze della Protezione Civile, ha detto che dieci persone sono morte nella zona di Arquata (nelle Marche), altre 28 nell’area tra Accumoli e Amatrice. Postiglione ha aggiunto che «ci sono ancora tante persone sotto le macerie, tanti dispersi e purtroppo questi numeri potrebbero cambiare». La Protezione civile ha anche detto che non è possibile dare indicazioni sul numero dei dispersi perché non si è in grado di quantificare quante persone fossero presenti in questi giorni nelle zone colpite dal terremoto, che sono anche località turistiche. Ad Accumoli, Amatrice e Pescara del Tronto sono in corso da ore le operazioni di salvataggio per le persone rimaste sotto le macerie, a causa dei crolli dovuti al terremoto. Diverse persone sono state recuperate e portate in salvo, in alcuni casi hanno avuto bisogno di un trasporto negli ospedali vicini per ricevere le prime cure.

LE SCOSSE
Alla prima scossa ne sono seguite diverse altre, tra le province di Rieti e Perugia, e che sono state avvertite anche a Roma e in altre regioni del Centro Italia. Alle 3:56 una scossa di magnitudo 4.4, sempre in provincia di Rieti, seguita da altre di minore intensità; poi alle 4:32 due altre scosse più intense più a nord rispetto ad Amatrice, già in provincia di Perugia, e pari a 5.1 e 5.4 di magnitudo. I due paesi più vicini agli epicentri sono Amatrice e Accumoli. Amatrice si trova a quasi 1.000 metri di altezza ed è un comune di 2.600 abitanti nella provincia di Rieti. Accumoli conta poco meno di 670 abitanti e si trova nella stessa provincia. I due paesi sono stati i più vicini agli epicentri dei terremoti di questa notte, si trovano in aree poco popolate e montuose, cosa che rende più complessa la gestione dei soccorsi.

COME IL TERREMOTO DELL’AQUILA
Il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, che ha parlato durante una prima conferenza stampa poco prima delle 7 del mattino, ha detto che il terremoto della scorsa notte è paragonabile per intensità a quello dell’Aquila del 2009, ma ha spiegato che in questo caso si è verificato in un’area scarsamente popolata e che questo dovrebbe ridurre il numero di danni ed eventuali morti. Ha poi spiegato che l’arrivo dei mezzi di soccorso in alcuni paesi soprattutto nelle zone montuose è stato ostacolato dalla conformazione del territorio e dai danni subiti dalle infrastrutture, a partire dalle strade.

PRESTO PER UN BILANCIO
Nelle zone colpite sono stati segnalati diversi crolli di edifici, ma è ancora troppo presto per poter fare un bilancio. Arrivano notizie e fotografie di persone per le strade; l’ospedale di Amandola, nelle Marche, è stato evacuato per i danni, quello di Amatrice non è agibile. Ad Amatrice è stata anche disposta l’evacuazione del centro storico della città per motivi di sicurezza.  A mezzogiorno il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha parlato durante una breve conferenza stampa: ha ringraziato i soccorritori, promesso assistenza per le attività di salvataggio, ma non ha fornito dettagli su morti e feriti. Renzi ha anche annunciato che nel pomeriggio raggiungerà le aree del terremoto.

Fonte: Post.it