Tamberi spicca il volo con il suo oro mondiale

azioni_20-03-16A Portland, negli Stati Uniti, Gianmarco Tamberi stabilisce il record mondiale di salto in alto T indoor guadagnando un titolo assente dal 2003. Una gara difficile per tutti, ma resa bella e ancor più interessante con il salto del 23enne anconetano. Con quest’ unico suo salto deciso e pulito, Tamberi si ritrova sulla pedana più alta.

VITTORIA INASPETTATA
20 marzo, terza giornata di gare. Dopo due errori a 2,29 e 2,33, Tamberi comprende che poteva dare di più, difatti all’ultimo salto supera 2 metri e 36 cm dal suolo che lo portano all’oro mondiale. Sembra finita, invece Tamberi, detto il Gimbo, tira fuori il carattere e soltanto lui tra tutti gli atleti, supera 2.36, addirittura alla prima prova. 

LE PAROLE DEL CAMPIONE
«Vincere un campionato del mondo in questo modo è fantastico: ho sempre sognato di impormi in una gara così, tanto difficile, tirando fuori tutto quello che ho. Farlo senza farsi prendere dal panico è stato fondamentale. A 2.36 sapevo di avere un’enorme chance. Per adesso il mio obiettivo resta Rio, voglio rimanere concentrato su quel che sto facendo».

UNA GARA COMPLICATA
«Nel riscaldamento mi sentivo bene, ero tranquillo e rilassato, concentrato sull’obiettivo, anche se l’ultimo allenamento non era andato a meraviglia. Ma appena sono sceso in gara, ho spinto più del necessario e la rincorsa si è ‘sballata’. Mi trovavo sempre sotto i ritti, non riuscivo a ‘entrare’. Uscire da quella situazione è stato molto impegnativo. Le tante esperienze di questi anni mi hanno aiutato. Alla terza prova il salto, tecnicamente, è stato osceno. Ma è subentrata un’adrenalina e una cattiveria che mi hanno fatto capire che sarei potuto andare oltre».

LE DEDICHE
«Questo oro lo dedico a mio padre, Marco, per la festa del papà, col quale è bello poter condividere questa gioia e alla mia ragazza, Chiara, che mi ha seguito da casa. E poi ai miei amici. Sto un po’ trascurando lei e loro: ma di fronte a un obiettivo così grande… Questa è una nostra vittoria, non solo mia. Sogno quel podio e, come ho sempre detto, non mi piace arrivare secondo».

Autrice: Debora Olleia