Storie di corsari, vampiri e piccoli esploratori: la recensione del Bibliomane

libri_30-07-15Emilio Salgari è un nome che viene immediatamente associato a quello di uno dei personaggi che più di tutti è riuscito a coltivare la fantasia di intere generazioni: Sandokan, La tigre della Malesia;Salgari, penna che ha mostrato il mondo e le sue fattezze a coloro che non avrebbero potute conoscerle altrimenti, è forse uno dei più importanti antesignani della letteratura fantascientifica e di viaggio anche se, con suo grande rammarico, non si spinse oltre il Mar Adriatico. I paesaggi esotici che ci descrive nelle sue fantastiche avventure sono frutto di una documentazione parsimoniosa associata ad una fervida fantasia che fin da bambino lo ha contraddistinto.

Sono dieci le storie che animano il libro Storie di corsari, vampiri e piccoli esploratori che hanno come protagonisti personaggi impavidi che, a causa di sciagure impreviste o in cerca di fortuna, decidono di viaggiare, di partire. L’uomo bianco è il protagonista dei racconti che si trova ad affrontare, in terra straniera, il temibile indigeno, portatore di un folklore rappresentato nella massima distanza dalla civiltà europea disegnata come evoluta. Dopo una più attenta lettura con Salgari, uomo del suo tempo, emerge l’eurocentrismo proprio della letteratura del periodo coloniale che, a cavallo tra Ottocento e Novecento, crea il mito dell’uomo bianco animato da sentimenti moralmente condivisibili a cui viene contrapposto l’abitante delle terre lontane spesso prevaricatore e violento. Cina, Argentina, Brasile e Australia, ma anche il freddo circolo polare artico e la California con i suoi cercatori d’oro, uno dei quali partito da Napoli in cerca di una fortuna fulminea.

I pericolosi viaggi per mare sono, evidentemente, molto cari all’autore che da sempre mostrò una viva passione per la navigazione, amore che non poteva non riversare nei suoi racconti. I corsari solcano i mari più incredibili dal fascino esotico: corsari sanguinari ma che nascondono, dietro la violenza irrefrenabile, un cuore gentile e leale. Caratteristica di tutti i racconti proposti, alcuni dei quali davvero notevoli per l’impulso che diedero alla futura scrittura fantascientifica, è l’happy ending che rimescola le carte in tavola grazie all’azione incisiva e risolutrice di personaggi spesso secondari rispetto alla trama stessa. Il lieto fine che tanto amano i ragazzi, a cui i racconti sono destinati, ma desiderato anche dal lettore adulto che nella lettura cerca l’evasione. Insomma, quella di Emilio Salgari è una scrittura importante, segnata da un continuo proliferare di immagini, luoghi e uomini avventurosi.

Fonte: Ilbibliomane.wordpress.com
Autrice: Viviana Minori