Solidarietà da tutta Italia per lo studente in difficoltà

Si chiama “Diritto allo studio in tempo di crisi” il conto corrente aperto dal sindaco Fabio Bui per consentire alle tante persone che si sono interessate al caso dello studente che non poteva permettersi di frequentare l’ultimo anno dell’istituto per geometri a Padova, perché i genitori hanno entrambi perso il lavoro, di fornire un aiuto. Questo l’iban: IT 39 Y 084 29 62 420 00000 A C 50000, Banca di Credito Cooperativo Alta Padovana agenzia di Loreggia.

Intanto il sindaco continua a ricevere mail e telefonate di persone che hanno compreso la portata di questo gesto: siamo ormai a quota cento. Solo ieri mattina, Fabio Bui ha ricevuto venti mail da tutta la regione da parte di gente che, letto dell’iniziativa sul sito del Mattino di Padova, si faceva avanti per aiutare ragazzi in difficoltà nell’acquisto di materiale scolastico o famiglie che tengono il figlioletto a casa perché non ce la fanno a pagare la retta dell’asilo.

«Giovedì sera – racconta il primo cittadino – leggendo le mail che mi sono arrivate sul sito comunale ne ho trovata una da Messina. Era un imprenditore siciliano che chiedeva di essere contattato. Gli ho telefonato e mi ha anticipato di voler versare un paio di migliaia di euro perché fossero destinate al nostro studente in difficoltà. Ma è una grossa somma, gli ho risposto emozionato, sono tanti soldi. E poi sono già stati trovati i fondi per l’acquisto dei libri e l’abbonamento al bus del ragazzo. Ma lui ha insistito: “In questo paese nessuno si preoccupa dell’istruzione”, mi ha detto, “e io voglio contribuire perché apprezzo quello che state facendo. Sono sicuro che i miei soldi verranno usati per qualche altro studente in difficoltà”».

«Debbo confessare –  continua Bui – che mi sono messo a piangere per la commozione. Mai avrei pensato di poter suscitare tanto interesse intorno alla questione dell’abbandono degli studi per carenza di risorse, addirittura dalla Sicilia. Ho rassicurato l’imprenditore che avrà un resoconto dettagliato di come i suoi soldi verranno impiegati, che non verranno dati direttamente ai ragazzi ma compreremo noi libri, abbonamenti e pagheremo rette sulla base delle reali necessità. Lui non vuole alcun resoconto: impiegateli come meglio credete, l’istruzione è importante, mi ha risposto».

C’è poi il caso di una coppia di Padova, che ieri ha telefonato: «”Vogliamo contribuire anche noi”» mi hanno detto «”abbiamo un figlio all’università e uno alle superiori, sappiamo cosa vuol dire essere in difficoltà. Ora che possiamo, aiutiamo gli altri”».

Dire che il sindaco è incredulo è dire poco. «Sto scoprendo un mondo bello, di gente disponibile che ha colto il messaggio che è importante in questo momento di crisi garantire a tutti i ragazzi il diritto a studiare, anche a coloro che si trovano in situazione di difficoltà» dice entusiasta «Trattandosi di somme alla fin fine modeste, il caso del ragazzo che ha innescato la vicenda è risolto. Con le ulteriori donazioni potremo aiutare anche altri ragazzi a frequentare le scuole. Oggi non possiamo permettere che dei giovani, anche al di fuori del nostro comune, abbandonino la scuola solo perché i genitori non hanno di che mantenerli».

Fonte:  Il Mattino di Padova
Aggiornamento: 17-09-2012 (5)
Sezione: School at Work
Rubrica: Scuola