Sleep texting: i più giovani inviano messaggi anche nel sonno

studenti_26-02-19Un numero crescente di adolescenti e studenti universitari negli Stati Uniti comunica con gli amici attraverso smartphone e altri dispositivi mobili anche nel cuore della notte e la maggior parte di loro non ricorda di averlo fatto. Si chiama “sleep texting”, un fenomeno che coinvolge gran parte dei ragazzi statunitensi e che consiste nello scrivere un messaggio mentre ci si addormenta. Lo spiega una ricerca che ha preso in esame 372 studenti iscritti alla Villanova University, pubblicata sulla rivista Journal of American College Health. Questa pratica ha conseguenze negative sulla qualità del sonno.

MESSAGGI PRIVI DI SENSO
Gran parte dei messaggi inviati sono privi di senso, non trasmettono informazioni logiche e sono spesso motivo di imbarazzo per chi li ha scritti. A tutto questo si aggiunge il fatto che l’autore non ricorda di averli spediti, come afferma la coordinatrice dello studio, Elizabeth B. Dowdell: «La maggior parte non aveva memoria del fatto di aver inviato messaggi o del loro contenuto. Il fatto di non ricordare non è sorprendente, poiché la ricerca sul sonno ha scoperto che le persone che si svegliano dopo aver dormito per più di qualche minuto non sono in grado di ricordare i minuti prima di addormentarsi». Più di un quarto del campione esaminato (25,6%) ha riferito di aver inviato messaggi nel sonno e la maggioranza (72%) non ricorda di averlo fatto.

IL SONNO INTERROTTO
Secondo gli studiosi, il fenomeno dello “sleep texting” è collegato a un sonno interrotto e ha un’influenza sulla qualità dello stesso che, se insufficiente e irregolare, può portare a un significativo squilibrio emotivo, affaticamento e scarsa concentrazione, oltre a mettere a rischio il rendimento scolastico e universitario. Gli smartphone, e i cellulari in generale, non sono l’unico tipo di dispositivi utilizzati dagli studenti. Gli esperti sostengono che andrebbero valutati con attenzione anche laptop, tablet ed e-reader. È infatti emerso da una ricerca che gli studenti con quattro o più dispositivi tecnologici in camera da letto risultavano dormire significativamente meno di quelli con tre o meno.

∴ Fonte: Tg24.sky.it