Scandalo ad Harvard, copiati i test

Scandalo in una delle università più prestigiose al mondo. Almeno 125 studenti sono sotto indagine ad Harvard con l’accusa di aver copiato i test degli esami della scorsa primavera. Un caso che ha fatto tremare le mura di pietra dell’ateneo fondato nel 1636 a due passi da Boston, nel Massachusetts e dove hanno studiato diversi presidenti degli Stati Uniti, da John Adams a Barack Obama, giudici supremi e altri vip. Le parole che circolano nei corridoi sono ”plagio”, ”inganno”.

“Se le accuse venissero confermate rappresenterebbero un comportamento inaccettabile che tradisce la fiducia intellettuale da cui Harvard dipende”, ha tuonato Drew Gilpin Faust, presidente dell’ateneo, sottolineando come un caso simile non fosse mai accaduto. I giovani rischiano dall’ammonizione alla sospensione per un anno. Alcuni degli studenti – riportano i media americani – si sarebbero laureati dopo il test dello scandalo e persino la loro laurea potrebbe essere in pericolo. Harvard non ha voluto rendere pubblici né i nomi degli studenti coinvolti né la materia che sarebbe stata oggetto di plagio, ma ha precisato che il fattaccio riguarda una sola classe e non c’è alcun sospetto che il fatto di ”copiare” sia un fenomeno diffuso nell’ateneo.

Sotto indagine ci sono i test assegnati a casa nell’ambito degli esami finali e che secondo le regole severe degli atenei della prestigiosa Ivy League non permettono ”collaborazioni”. Nel libro-guida consegnato da Harvard alle matricole è scritto nero su bianco che ”la collaborazione nei compiti, nei test e negli esami è proibita, a meno che lo richiede espressamente un professore”.

A far scoppiare la bufera è stata un’assistente che stava rivedendo gli esami e ha notato risposte ”troppo simili” nella lunghezza, nella articolazione delle frasi e nelle parole usate di diversi studenti. Il professore responsabile del corso ha immediatamente allertato il Board del college che ha passato l’estate interrogando uno ad uno tutti i sospetti. ”Non sembra che i ragazzi abbiano copiato da una fonte esterna, ma semplicemente avrebbero cooperato tra di loro per a punto le nelle risposte, anche per e-mail”, ha detto il direttore degli studi Jay Harris precisando: ”Non sappiamo quanto tempo occorrerà per concludere l’indagine”.

Fonte:  TG1
Aggiornamento: 03-09-2012 (4)
Sezione: Psiche e Aurora
Rubrica: Aula universitaria