San Valentino… santo patrono dell’Erasmus?

universita_09-02-16Dal 1987 circa un milione di bambini sono nati da coppie formatesi durante l’Erasmus. E non è finita. Circa un terzo degli studenti del progetto ha affermato di essersi innamorato. Il programma di scambi universitari internazionale sta portando velocemente alla formazione della tanto auspicata identità europea.

I PRIMI “GIOVANI EUROPEI”
Per Umberto Eco l’Erasmus ha creato la prima generazione di giovani europei. Lui la chiama una «rivoluzione sessuale»: un giovane catalano incontra una ragazza fiamminga, si innamorano, si sposano, diventano europei come i loro figli. Dovrebbe essere obbligatorio, non solo per gli studenti, anche per i tassisti, gli idraulici, i lavoratori in genere, passare un periodo nei paesi dell’Unione Europea per integrarsi.

L’IMPATTO SUL LAVORO
Il tasso di disoccupazione dei giovani che hanno aderito all’Erasmus è del 23% minore rispetto a chi non vi ha partecipato. Il 64% dei datori di lavoro è più propenso ad assegnare mansioni di responsabilità a chi ha sul suo curriculum un’esperienza internazionale e la conoscenza delle lingue.

DOVE E CHI
Le mete preferite dagli studenti italiani sono rispettivamente Spagna, Francia, Germania, Regno Unito e Portogallo; mentre, per gli stranieri l’Italia occupa il quinto posto. L’identikit dello studente Erasmus è una giovane ragazza che si dedica agli studi di Economia, ha 22 anni, e parte per un periodo medio di sei mesi all’estero avvalendosi di una borsa di studio di 272 euro mensili. Un grande successo perché il programma contribuisce alla crescita personale dei giovani e permette loro di acquisire più sicurezza e maggiore autonomia.

Autrice: Giulia Muraglia