Più di mezzo miliardo gli studenti a casa per il Coronavirus

studenti_17-03-20In Italia le scuole sono chiuse dal 22 di febbraio e, dopo un primo momento in cui le famiglie hanno dovuto affrontare il problema di gestire i figli pur continuando a lavorare, ora il problema che si pone è come continuare a far studiare gli studenti o come riuscire a ricreare quei momenti di socialità che sono uno degli aspetti fondamentali della scuola.

UN PROBLEMA NON SOLO ITALIANO
Secondo l’Unesco, che monitora i provvedimenti di chiusura delle scuole in tutto il mondo, attualmente oltre mezzo miliardo di bambini è costretto a restare a casa. In particolare sono 516.615.598 i bambini coinvolti nei divieti a causa dei coronavirus. Sono 56 i Paesi in cui sono state chiuse le scuole, Cina compresa, anche se qui si cominciano a registrare le prime aperture.

LA SITUAZIONE NEL MONDO
La maggior parte di questi studenti sono quelli delle primarie e delle secondarie (434.941.534), mentre gli studenti universitari sono 81.674.064. In quest’ultimo caso, però, il dato è inquinato dalle chiusure primaverili in Paesi come il Giappone mentre in altri, come la Romania, il governo ha lasciato gli atenei liberi di scegliere e la maggior parte delle università è rimasta aperta. Ci sono Paesi in cui si registrano chiusure parziali. Per esempio negli Stati Uniti sono state chiuse le scuole di 20 Stati.

I PROBLEMI DELLE CHIUSURE
La chiusura delle istituzioni scolastiche rappresenta un grave danno, non solo dal punto di vista educativo. A essere colpiti sono soprattutto i bambini e le famiglie disagiate. L’Unesco ha stilato un elenco di motivi per cui le chiusure diventano un problema sociale grave:

  • Andare a scuola rappresenta per alcuni ragazzi l’unica possibilità educativa visto che le loro famiglie o l’ambiente in cui vivono non è in grado di offrire loro altri stimoli
  • In alcune parti del mondo andare a scuola significa ricevere un pasto fornito dalla scuola
  • Non tutte le famiglie possono avere computer o rete a casa, quindi la chiusura delle scuole di fatto rende impossibile anche una didattica alternativa come l’insegnamento a distanza
  • Scuole chiuse con genitori che lavorano significa di fatto lasciare i bambini a casa da soli, il che significa non solo esporli al rischio di comportamenti pericolosi ma anche all’influenza negativa dei loro pari, per esempio per il consumo di droga
  • In ambienti svantaggiati diventa difficile far tornare i bambini in aula dopo un prolungato periodo di chiusura delle scuole

Per questo la direttrice dell’Unesco, Audrey Azoulay, si è impegnata a lavorare con gli stati per trovare soluzioni high-tech, low-tech e non-tech, per garantire la continuità nell’apprendimento.

∴ Fonte: Lastampa.it