Non solo Expo, l’esperienza italiana sul vulcano dell’isola di Fogo

Il vulcano rappresenta una vera e propria spina dorsale che dalle Alpi alla Sicilia unisce l’Italia delle eccellenze enologiche all’interno di una vera e propria “brand experience” vale a dire una tangibile esperienza di territorio che è in grado di durare anche fuori della sede milanese di Expo e di persistere nel tempo. Del resto il vino è territorio ed il territorio è vino.

ALLE PENDICI DEL VULCANO DI FOGO
Non solo Expo ma anche vero e proprio eroismo enologico per “nutrire il pianeta”. Padre Ottavio Fasano, ospite d’onore di questo appuntamento, direttamente dall’isola di Fogo dell’arcipelago di Capoverde, assieme all’enologo Nicola Trabucco, illustrerà il progetto “La Vinha de Maria Chaves” vale a dire il vigneto di 23 ettari sulle pendici della serra del Vulcano di Fogo, adagiati su di un terreno che va dai 600 ai 900 metri di altezza.

PADRE OTTAVIO FASANO
Il frate cappuccino, impegnato nella missione da 48 anni, ha scelto, assieme ai confratelli, di “vivere con la gente e per la gente di queste isole”. Qui, grazie all’impegno di tecnici italiani, oltre 100.000 sono le barbatelle di vite impiantate con successo nell’estate del 2009. Lo scopo del progetto Vinha de Maria Chaves è di dare un segno agli agricoltori e agli abitanti dell’isola di Fogo e non solo, che, dopo l’eruzione del vulcano, la terra può dare sviluppo e futuro se lavorata professionalmente.

UN PROGETTO VINCENTE
La vigna e la cantina, realizzati con gli standard qualitativi e i materiali europei, hanno richiesto 7 anni di lavoro, per diventare finalmente oggi fonte di reddito per gli abitanti dell’isola. Tra aneddoti piacevoli e momenti di commozione, questa originale testimonianza lascerà trasparire la passione e la determinazione nel portare avanti un’idea non convenzionale, che lascerà un’incredibile eredità al popolo capoverdiano.

Fonte: Meteoweb.eu
Aggiornamento: 23-03-2015
Rubrica: Storie

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