Neuroscienziati: i social media nemici del cervello

tecnologie_23-06-18Non fa bene al cervello essere continuamente bombardato da messaggi, come quelli che arrivano senza sosta dai social media: rischiano di diventare una sorta di “protesi del pensiero” e di azzerare lo spirito critico. Lo ha spiegato a Roma uno dei massimi esperti di Neuroscienze a livello internazionale, Lamberto Maffei, della Scuola Normale di Pisa, che è intervenuto nell’Adunanza generale solenne dell’Accademia dei Lincei.

LA SPIEGAZIONE DI MAFFEI
«Non si può sottovalutare il rischio che lo sviluppo dei social media moderni, quali Facebook, Twitter e la televisione, diffondendo messaggi uguali a grandi moltitudini di persone, tenda a fare aumentare il cervello collettivo, oltre il grado richiesto per la socialità all’interno della specie».

PROTESI DEL PENSIERO
«In questo modo,» continua Maffei, «il cervello è letteralmente invaso da un’enorme quantità di messaggi, fino a trovarsi in una situazione di disagio» e finché gli stessi messaggi, ripetuti continuamente, diventano «protesi del pensiero».