Modello Omar: tutti a lavoro due mesi dopo il diploma

scuola_31-08-15Ventitré ragazzi diplomati, tutti assunti dopo poco più di due mesi: un mezzo miracolo nell’Italia della disoccupazione, nel paese in cui un giovane sue due è senza lavoro. E’ accaduto a Novara ai periti meccanici dell’istituto Omar, scuola che evidentemente offre un grado di preparazione tale che le ditte della zona sono interessate ad assorbire subito i suoi ragazzi.

«Non è che a Novara non ci sia la crisi – dice a La Stampa il preside dell’istituto, Francesco Ticozzi – anche qui tante aziende hanno chiuso e altre hanno ridimensionato il personale, ma abbiamo due vantaggi: il territorio mantiene una tradizione metalmeccanica di ottimo livello, e siamo a un tiro di schioppo dalla Lombardia, dove per fortuna ci sono ancora parecchie aziende importanti». Secondo il dirigente scolastico tuttavia c’è un altro ingrediente determinante, che lui chiama “modello Omar”. «Significa studiare in modo approfondito le materie, ma poi fare laboratorio, lavorare sul tornio e sulle frese, e progettare e costruire pezzi».

Ticozzi aggiunge che il buon perito meccanico «deve fare officina, così saprà cosa lo aspetta in stabilimento. All’esame di maturità abbiamo chiesto agli studenti di non presentare le solite tesine descrittive, ma di progettare un pezzo e di costruirlo». Così, di fronte agli insegnanti, gli studenti non hanno portato elaborati teorici, ma frese all’avanguardia, piccoli robot e persino uno zippo personalizzato.

Tra le aziende del territorio si osservano con molto interesse gli studenti provenienti dalla Omar. Gioele, neodiplomato, ha raccontato di un colloquio recente con una ditta di Fontaneto d’Agogna: «Si costruiscono misuratori di energia elettrica per l’industria. Quando ho affrontato il colloquio non avrei mai pensato di riuscire subito a centrare l’obiettivo, e invece lunedì si comincia. Mi sembra un sogno, se penso a tanti amici che hanno dieci anni più di me e non riescono a trovare un posto”. Nelle vicinanze c’è anche la Zucchetti Kos, leader nella rubinetteria. Il suo amministratore delegato conferma che il requisito principale per trovare lavoro  “è quello di accettare di sporcarsi le mani, che non vale solo per la fabbrica o il perito meccanico; significa che, anche se sei ingegnere o architetto, all’inizio devi essere pronto ad imparare, a far pratica, ad accettare i carichi di lavoro che ti vengono assegnati».

Fonte: Fanpage.it