Meno social media e più libri. Ecco i millennial secondo Giffoni

scuola_26-07-17Meglio un incontro di persona che i social network, meglio un libro che un video e, in ogni caso, meglio la tivù che lo smartphone. Il posto fisso? È sopravvalutato, meglio essere imprenditori di se stessi. Questo il profilo emerso dal report Giffoni Big Data, realizzato da Giffoni Innovation Hub con la collaborazione di DeRev, analizzando le risposte multiple fornite da 1836 giovani di età compresa tra i 10 e i 22 anni.

I quesiti a risposta multipla somministrati ai ragazzi da Giffoni Innovation Hub, creative agency e DeRev, azienda italiana focalizzata sulle strategie digitali, coincidono con l’avvio della rassegna Next Generation 2017 (Giffoni Valle Piana, Salerno, dal 14 al 22 luglio). Le risposte fornite dai giovani, secondo il report Giffoni, sfatano più di un mito in tutti e tre gli ambiti dell’indagine, ovvero le necessità formative per raggiungere gli obiettivi professionali, la familiarità con i social media e il modo in cui i ragazzi usufruiscono di prodotti culturali. Il risultato meno stupefacente riguarda proprio il primo ambito: la maggior parte dei 1836 ragazzi conta sul supporto della scuola (7105 punti) e della famiglia (6751 punti) per raggiungere i propri obiettivi. Gli strumenti su cui fanno più leva sono l’esperienza pratica e i libri.

Più inattesi gli altri risultati emersi, a partire dalla necessità di discutere delle proprie passioni con persone da incontrare fisicamente e non con supporti tech. Il divario tra il confronto dal vivo (7249 punti) e quello via social media (2781) è ampio. Il report Giffoni Big Data ribalta molti dei luoghi comuni che definiscono i giovani, ecco perché dar loro voce costituisce la strategia primaria per capire davvero chi sono e cosa vogliono oggi. Il ritratto tracciato parla di millennial early adopters e trend-setter, ovvero molto attivi e partecipativi – in questo caso nelle attività creative – e esigenti. Una generazione che preferisce il lavoro autonomo, nel 52% dei casi con la speranza di realizzarsi professionalmente, riuscendo però a coniugare lavoro e vita privata.

Più sentimentali ed emotivi che materialisti. Per inseguire i propri sogni i millennial non sono disposti a sacrificare i rapporti personali (4181 punti) e quelli familiari (3426) ma sono disposti a sacrificare tempo libero e soldi. Il 58% del campione riconosce nelle tecnologie una leva importante per raggiungere gli obiettivi e, più del 90% di questi, sostiene di avere competenze elevate nell’uso degli strumenti tech. Per comunicare usano soprattutto WhatsApp (8181 punti), poi Instagram (5660 punti), Facebook (5040) e Twitter (1852). YouTube resta uno strumento privilegiato per la fruizione di contenuti, mentre il rapporto con i social media è allentato. Secondo il rapporto infatti solo il 3,75% del campione pubblica contenuti ogni giorno, il 46% è spettatore di ciò che viene pubblicato dagli altri.

La preferenza per le frequentazioni in carne e ossa a scapito di quelle virtuali emerge anche all’importanza più rimarcata che i giovani danno all’apporto degli amici rispetto ai pareri letti sul web. I 1836 giovani, tutti giurati del Giffoni Film Festival, principale appuntamento del cinema per ragazzi, hanno decretato la tv e gli spettacoli dal vivo più interessanti della fruizione di contenuti da smatphone o tablet. Film, serie tv, spettacoli, musica e lettura – magari da godere in compagnia di amici e familiari – vengono prima della navigazione e dei social media.

Fonte: Wired
Autrice: Giuditta Mosca