Maturità, studenti tutti ammessi e due ipotesi per l’esame

La maturità 2020 sarà ricordata per lʼemergenza coronavirus. Il ministero dellʼIstruzione, alla luce delle difficoltà affrontate dagli studenti, ha deciso di ammettere tutti alla prova. Ma non è che poi cambi molto rispetto agli anni precedenti. Lo dicono i dati ufficiali. Ancora incerta la sua struttura. In ogni caso, la maturità andrà superata, raggiungendo la votazione di 60/100. E anche le valutazioni ottenute negli ultimi mesi dell’anno, con la didattica a distanza, influiranno sul risultato finale. Ciò potrebbe portare, in sede di esame, anche alla bocciatura.

LE IPOTESI PER LA MATURITA’
Due le soluzioni: se si tornasse in classe entro il 18 maggio ci sarebbe l’esame classico con due scritti (una prova nazionale di italiano gestita dal ministero dell’Istruzione e una seconda prova preparata dalla commissione interna) e l’orale finale; se, invece, le scuole dovessero restare chiuse fino a settembre ci sarebbe spazio solo per il colloquio orale (da decidere ancora se in presenza o da remoto). Unica certezza, finora, è che ci sarà una commissione formata da sei commissari interni e dal presidente esterno. Così come il ministero dell’Istruzione ha già deciso che tutti gli studenti di quinto superiore saranno ammessi all’esame, a prescindere dal voto, anche quelli con una insufficienza in una materia o in un gruppo di materie.

E PER LA TERZA MEDIA
L’ammissione di massa di quest’anno, estesa a tutti gli studenti e quindi anche ai ragazzi di terza media, non cambierà di molto la situazione neanche per gli alunni della secondaria di primo grado. Il tasso di ammissione all’Esame delle medie è stato, l’anno scorso, del 98,2% (erano stati il 98,3% gli ammessi dell’anno precedente). Degli ammessi alle prove, il 99,8% le ha poi superate con successo (confermando il dato degli ultimi quattro anni). Un tasso d’ammissione ancora più alto si riscontra se guardiamo ai dati della Basilicata (+0,9% sulla media nazionale) e del Trentino-Alto Adige (+0,8% sulla media nazionale). In Sardegna, Valle d’Aosta e Sicilia è invece stata ammessa una percentuale di studenti inferiore rispetto al dato medio di tutta Italia (rispettivamente -1,1%, -1% e -0,9%).