La plastica pulita è una invenzione italiana

Era da diverso tempo che volevamo occuparci di questo rivoluzionario progetto: la plastica pulita. L’idea è venuta ad un creativo italiano, un grafico pubblicitario. Il suo nome è Marco Astorri e la sua scoperta potrebbe davvero rivoluzionare la nostra società.

Come molti creativi, Astorri si è posto delle domande ed ha indagato per cercare risposte. Come si può fare la plastica senza inquinare? La sua ricerca è partita dal web e le risposte sono presto arrivate. Insieme al suo socio francese Guy Cicognani, trovano un’università in cui si sta sperimentando un sistema per produrre plastica con gli scarti della lavorazione delle zucchero. In pratica il melasso, può diventare la materia prima per realizzare la plastica biologica.

E’ così che i due partono per incontrare i ricercatori di quell’università lontana. Investono i loro risparmi e comprano il brevetto. Continuano a cercare e comprano altri brevetti in giro per il mondo fino a che possono realizzare una speciale molecola, il PHA. Si lavora ancora fino ad arrivare al MinervPHA, in omaggio al luogo dove si trova il laboratorio e a Minerva, dea della guerra e della saggezza. Nel 2008 arriva la certificazione internazionale che attesta la biodegradabilità completa del polimero, in terra, acqua dolce e acqua di mare. Parte la produzione con capitali privati, in accordo con la cooperativa agricola emiliana CoProB, che produce il 50% dello zucchero italiano.

Presto i primi stabilimenti internazionali e subito la fiducia e l’interesse di molti grandi imprenditori. Primo tra tutti il presidente di Floss, che ha voluto rifare la celebre lampada Miss Sissi, icona del design italiano, firmata da Philippe Starck. Abbiamo parlato e parleremo ancora con orgoglio di Marco Astorri, il quarantatrenne italiano, con tre figli che con la sua idea, da Minerbio sta rivoluzionando il mondo produttivo.

Fonte: Creativitaitaliana.it
Aggiornamento: 01-10-2012 (7)
Sezione: Psiche e Aurora
Rubrica: Storie