La musica si fa in crowdsourcing: è di Avicii il primo brano social

Il dj, produttore e artista Avicii ha lanciato il primo brano al mondo realizzato in crowdsourcing: la più grande collaborazione musicale globale realizzata attraverso internet. Presentato al Mobile World Congress di Barcellona, il progetto “X You” – in partnership con Ericsson, At Night Management e Universal Music Sweden – ha avuto una durata di circa sette settimane, nel corso delle quali sono stati accolti contributi online di frammenti musicali da più di 4mila artisti provenienti da tutto il mondo. Avicii ha selezionato semifinalisti ogni settimana permettendo ai fan di votare per i suoni e ritmi finali, che il producer ha utilizzato per creare un brano finale nel suo studio di Los Angeles. I  suoni sul sito sono stati ascoltati quasi un milione di volte.

Il progetto dimostra la trasformazione del settore della musica all’interno di una società connessa. Fino a oggi l’industria dell’intrattenimento ha fatto affidamento sulle risorse fondamentali della mobilità, banda larga e cloud per la distribuzione e il consumo, mentre questo progetto dimostra l’importanza di questi fattori anche nella creazione e produzione.

Il brano è disponibile da oggi su www.aviciixyou.com e su Spotify, iTunes e Vevo. «Sono entusiasta di vedere le possibilità e la creatività prendere vita in un brano realizzato da Avicii e tutti i fan» commenta il presidente e CEO di Ericsson Hans Vestberg. «Si vengono a creare nuovi stimoli per tutti i settori a re-inventare il loro modo di collaborare abbattendo il tempo e le frontiere. Quello musicale è uno dei primi settori ad essere trasformato dalla rete, dalla collaborazione e dalle nuove tecnologie. Ora vediamo tv, editoria e tutta l’industria dell’intrattenimento seguire la stessa strada».

«Penso che sia davvero fantastico pensare che la gente sarà in grado di ascoltare questo brano alla radio e sapere di essere stata parte della creazione stessa» ha spiegato Avicii  sul palco. «Cinque anni fa, questo non sarebbe stato possibile e ora ci ritroviamo con il mondo intero che collabora. Immaginate cosa accadrà tra cinque, dieci anni, quando tutti in tutto il mondo saranno collegati».

Fonte: Affaritaliani.libero.it
Aggiornamento: 07-03-2013 (10)
Sezione: Psiche e Aurora
Rubrica: Coolture