Italiano quarta lingua al mondo. Ecco perché

scuola_08-02-16L’italiano è la quarta lingua più studiata al mondo, come riportano gli studi pubblicati qualche settimana fa dalla stampa. La notizia è stata accolta da molti con stupore. Appare infatti poco chiaro come l’italiano possa aver superato in questa speciale classifica lingue come il francese, il tedesco, il russo o il portoghese.

IL PODIO
Le prime tre sono abbastanza logiche. Primo l’inglese, principale lingua franca, parlata da un miliardo e mezzo di persone. Segue lo spagnolo, in rapida diffusione in America, parlato da mezzo miliardo di persone. E infine il cinese, con un miliardo e mezzo anch’esso di parlanti, lingua del Paese più emergente, seconda potenza mondiale. E l’italiano, lingua di un Paese in declino, che a stento raggiunge 70 milioni di parlanti? Come si spiega l’eccezionale risultato? Ecco cosa può dimostrare questo fenomeno.

L’INFLUENZA DELLA CHIESA
È vero che la sua lingua ufficiale è il latino, ma è anche vero che quella effettivamente usata per comunicare dai prelati di varie nazioni è l’italiano, così come anche da ordini come i Salesiani o i Gesuiti. Non dimentichiamo che la Chiesa è uno dei principali soggetti geopolitici mondiali, e il suo peso, anche dal punto di vista linguistico, è notevole.

L’ITALIA NEL MONDO
Altri fenomeni sociali da considerare, sono il grande tasso di emigrazione dell’ultimo secolo (si parla di oltre 40 milioni di emigranti in Argentina, Usa, Canada, Francia, Belgio, Australia, Irlanda ed Inghilterra), la qualità del Made in Italy, rinomata in tutto il mondo, e il massiccio flusso turistico annuale. Tutti elementi che contribuiscono a diffondere nel mondo la nostra cultura, e anche di conseguenza la nostra lingua. A proposito di cultura…

QUESTIONE DI… STORIA
L’importanza dell’italiano va analizzata anche dal punto di vista culturale. Quanti Paesi possono vantare una cultura anche solo lontanamente paragonabile alla nostra per continuità e qualità? Chi di noi alle scuole superiori non ha riflettuto, magari perso tra versi di Dante, sulla differenza sostanziale tra i manuali di letteratura italiana, e gli sterili volumetti di letteratura inglese? Non si tratta di patriottismo, tanto è vero che alcuni autori sono più studiati all’estero che in Italia, come per esempio Petrarca o Leopardi. Ecco dunque svelato l’arcano. Sorpresi?

Autore: Giulio Camasso