In Salento alla scoperta del tarantismo

Il tarantismo è un fenomeno antico e affascinante, tuttora misterioso e oggetto di numerose interpretazioni. Rimedio alla puntura della tarantola o esternazione di isterismo femminile, resta un fenomeno ricco di intrigo e magia, nato in terre arse dal sole e dal patriarcato. Questo itinerario vi condurrà alla scoperta dei luoghi in cui il tarantismo aveva le sue connotazioni più caratteristiche. Si tratta di cittadine graziose visitabili in qualsiasi momento dell’anno, tutte raggiungibili da Lecce in meno di 30 minuti.

Imprescindibile tappa in questo viaggio all’insegna del tarantismo è Galatina, a 25 chilometri dal capoluogo Lecce. È qui che si trova la chiesa di San Paolo, in Piazza San Pietro in pieno centro storico, dove le tarantate si recavano per bere l’acqua sacra del pozzo situato dietro la chiesa e dove continuavano a recarsi ogni anno per rendere grazie al santo che le aveva liberate dal veleno. Il santo era diventato il patrono delle miracolate quando la Chiesa aveva tentato di riportare a una dimensione cristiana un fenomeno dal sapore pagano, ma visto che le donne si lasciavano andare ad atti osceni e sconvenienti, come urinare sugli altari, la chiesa è stata poi sconsacrata. Tuttavia il fenomeno è vivo ancora oggi, anche se con un altro volto e con altri sentimenti: il 29 giugno di ogni anno si svolge una specie di messa-esorcismo che è più un’attrattiva per turisti e curiosi che un vero rituale antico. Per restare in tema a Galatina troverete la Casa Museo del Tarantismo, con interessanti documenti e filmati inediti. La trovate in Corso di Porta Luce, nella zona ovest del centro storico.

Per il secondo giorno eccoci a Corigliano d’Otranto, raggiungibile in un quarto d’ora di macchina. È uno dei comuni della Grecia Salentina, ellenofoni e dalle forti influenze greche. E’ qui che si svolge una delle tappe dell’ormai celeberrimo Festival della Notte della Taranta. Ogni anno verso la fine di agosto si riunisce tutta la musica tradizionale salentina al ritmo dell’Orchestra popolare salentina Notte della Taranta, assieme ai vari artisti ospiti che si avvicendano durante le diverse edizioni.

Il terzo giorno ci porta a Melpignano, ad appena dieci minuti di macchina da Corigliano, vera patria di elezione del Festival della Notte della Taranta. Nel Convento degli Agostiniani si svolge la grande serata finale e potrete scatenarvi al suono di tamburelli, violini e fisarmoniche che suonano per tutta la notte fino all’alba. La pizzica ha un ritmo travolgente al quale non è possibile resistere, e se anche inizierete battendo il ritmo con il piedino, state pure certi che dopo qualche minuto vi ritroverete a dimenarvi come matti, come è successo a noi. Non a caso questa musica veniva utilizzata con una funzione terapeutica e per quanto i luminari della scienza non siano d’accordo nel considerarla una reale forma di cura le donne che la ballavano ne traevano sollievo e giovamento, come se fosse un momento catartico e liberatorio in una vita solitamente dura e avara di soddisfazioni.

A Melpignano fate sosta alla Chiesa del Carmine, annessa al Convento degli Agostiniani, di Giuseppe Zimbalo, architetto leccese dalle notevoli qualità, che qui ha creato un portale barocco dalla incredibile bellezza. Curioso anche il Frantoio ipogeo appartenente al Palazzo Marchesale Castriota, completamente ricavato dalla roccia, con grandi vasche per la molitura delle olive, macine e torchi, tutto in pietra.

Fonte: Viaggionelmondo.net
Aggiornamento: 29-08-2012 (2)
Sezione: School at Work
Rubrica: Misteri