In bicicletta nelle terre del Commissario Montalbano

C’è una Sicilia affascinante e defilata che merita di essere vissuta soprattutto nei mesi meno caldi e afosi, diventata famosa grazie allo sceneggiato televisivo Il Commissario Montalbano. Si tratta di quella parte nella provincia di Ragusa che va da Marina di Modica a Punta Secca.

Viagginbici.com, il magazine del turismo sostenibile, ce la racconta in bicicletta proponendo un percorso adatto a tutte le gambe. Si parte in sella da Marina di Modica piccolo paradiso dei surfisti e wind-surfisti, in quanto gode di favorevoli condizioni di vento grazie alla sua speciale posizione. Le numerose strutture alberghiere, situate proprio in prossimità del villaggio e la presenza di negozi, locali notturni e discoteche ne fanno un luogo di vacanza all’insegna del divertimento. Seguendo per 1 km la strada costiera si arriva alla spettacolare “Fornace” della spiaggia di Pisciotto, una vecchia fabbrica di mattoni che molti anni fa venne distrutta da un incendio e i cui resti sono oggi parte integrante del paesaggio, più volte utilizzata come location nella celebre serie televisiva sceneggiata da Camilleri.

Dalla fornace ci si immette nella pista ciclabile, che porta da Marina di Modica a Sampieri (1.2 km), costeggiando una bella spiaggia con dune di sabbia dorata. Dopo aver attraversato il lungomare di Sampieri col suo caratteristico porticciolo il percorso sale sopra ad una scogliera ricoperta dalla tipica macchia mediterranea. Pedalando si può godere di una vista piacevole in un tratto di costa ancora molto selvaggio. Da qui si lascia, per un po’ la costa e ci si immette sulla strada provinciale 65 (2 km). All’incrocio a sx si scende verso la riserva naturale “Costa di Carro”: è una suggestiva spiaggia sabbiosa, bagnata da un mare limpido e cristallino. Nei successivi quattro chilometri si pedala in un tratto di costa in cui a trionfare è la vegetazione mediterranea con agavi e palme nane: qui vengono a deporre le uova le tartarughe marine.

Proseguendo a destra lungo una strada sterrata costiera, si passa per il cosiddetto “covo dei contrabbandieri”, raggiungibile solo attraverso questo percorso ciclabile. La leggenda narra di una grotta dove avvenivano sbarchi di contrabbandieri, e tutto porta a credere che sia vero visto che si tratta di un luogo riparato (scogliera alta sul mare) non visibile dalla strada. Poco più in là si rientra sulla Provinciale, ma per soli 500 metri; si decia poi sulla sx imboccando la via del mare, altra strada sterrata su scogliera che ci conduce a Punta Corvo: qui si trova anche un vecchio faro, un tempo in uso alla Guardia di Finanza, oggi abbandonato, ma riconoscibilissimo perché molto usato come set de Il commissario Montalbano.

Poco più avanti si incontra Cava D’Aliga, un pittoresco paesino con una splendida spiaggia. Più avanti ci sarà il bivio per Scicli, centro barocco di incredibile fascino e Patrimonio dell’Unesco: per raggiungerlo in bici però è necessario un buon allenamento, necessario per affrontare la salita. Scicli è chiamata “città-presepe” perché è incastonata all’incrocio di tre valli e si comprende la ragione per la quale lo scrittore Elio Vittorini la descrisse come “la più bella città del mondo”. Proseguendo lungo la provinciale si arriva invece a Donnalucata, altro borgo marinaro da non perdere. Proseguendo, dopo Playa Grande si giunge a Marina di Ragusa, Bandiera Blu, porto turistico e meta preferita dei ragusani delle vacanze estive per la bellezza delle spiagge, i locali e tanto altro. Da qui passando per il lungomare Bisani, e Casuzze, altro villaggio costiero molto popolato in estate ma pressocchè deserto in inverno, si giunge a destinazione ovvero a Punta Secca dove si trova la famosa casa del commissario Montalbano, con il suo affascinante faro. In tutto avrete percorso 33 km, tolti i 7 che portano a Scicli, e avrete scoperto una parte della Sicilia di rara bellezza.

Per chi ha gambe è consigliabile una puntatina al Castello di Donnafugata sontuosa dimora nobiliare del tardo ‘800, e luogo in cui si è sposato anche Luca Zingaretti. Il castello, diviso su tre piani, conta oltre 120 stanze di cui una ventina sono oggi fruibili ai visitatori. Visitando le stanze che contengono ancora gli arredi ed i mobili originali dell’epoca, sembra quasi di fare un salto nel passato, nell’epoca degli ultimi “gattopardi”.

Fonte:  Tgcom24.mediaset.it
Aggiornamento: 27-10-2013 (44)
Sezione: Psiche e Aurora
Rubrica: Viaggiare