Il Politecnico di Milano valorizza le architetture di Asmara

universita_14-02-17Il Politecnico di Milano formerà tecnici eritrei per il restauro del patrimonio culturale e architettonico di Asmara, nell’ambito di un progetto finanziato con quasi trecentomila euro dall’Unione Europea. Lo ha precisato l’architetta Susanna Bortolotto dell’ateneo milanese, dopo che l’UE ha riferito del coinvolgimento del Politecnico nel progetto intitolato “Capacity building for safeguarding Asmara’s historic urban environment”.

IL PROGETTO
Bruxelles ha infatti annunciato di recente il via libera al finanziamento per le attività di valorizzazione e tutela del patrimonio di Asmara, “unico al mondo”, che fa della capitale eritrea la città modernista del continente africano. Città candidata lo scorso anno a diventare patrimonio Unesco e la decisione dell’agenzia Onu è attesa nella prima metà del 2017. Il progetto, presentato dall’Asmara Heritage Project e dalla municipalità di Asmara, prevede il completamento del “Conservation Master Plan” della città, un corso per la conservazione, tutela e valorizzazione del patrimonio edilizio e attività che incentivino la consapevolezza e il coinvolgimento dell’opinione pubblica.

ASMARA CITTA’ DI SPERIMENTAZIONE ARCHITETTONICA
Con i suoi cinema razionalisti, la stazione di servizio futurista Fiat Tagliero, le ville e i caffè rimasti intatti dall’epoca coloniale, Asmara è un gioiello che ha bisogno di manutenzione e valorizzazione. Capitale della colonia italiana dalla fine del XIX secolo, Asmara si è trasformata in una città importante negli anni Venti, diventando una sorta di terreno di sperimentazione per l’architettura moderna e la pianificazione urbana. Tutto questo è ancora oggi visibile nelle numerose tipologie di edifici, costruiti in vari stili, quali eclettico, neoclassico, futurista, monumentalista, razionalista e modernista

IL PRIMO SITO DELL’ERITREA
«L’affascinante capitale dell’Eritrea» scrivono a Bruxelles «con un perimetro storico di circa 4.300 edifici censiti all’interno di un’area di 480 ettari, potrebbe anche diventare presto il primo sito Unesco Patrimonio dell’umanità dell’Eritrea».

Fonte: Askanews.it