Il Nobel per la Pace 2018 a Nadia Murad e a Denis Mukwege per il loro impegno contro gli stupri di guerra

storie_08-10-18Il premio Nobel per la pace è stato assegnato al ginecologo congolese Denis Mukwege e a Nadia Murad, vittima yazida dei crimini commessi dall’Isis in Iraq. L’assegnazione «per i loro sforzi volti a porre fine all’uso della violenza sessuale come arma di guerra e conflitto armato». Mukwege ha aperto nel 1998 a Bukavu, sua città natale, il Panzi Hospital, impegnato nella cura di donne vittime di stupro, una piaga del paese africano, mentre Murad è diventata un’attivista contro questi crimini dopo essere stata rapita dai militanti del gruppo dello Stato Islamico e detenuta come una schiava del sesso.

DENIS MUKWEGE
Denis 63 anni, ha studiato medicina in Burundi e si è specializzato in ginecologia in Francia. Rientrato in patria, ha trascorso due decenni aiutando le donne a riprendersi dalle violenze e dai traumi degli stupri nella Repubblica Democratica del Congo orientale devastata dalla guerra, e, secondo la motivazione, «ha ripetutamente condannato l’impunità per gli stupri di massa e ha criticato il governo congolese e quelli di altri paesi per non aver fatto abbastanza per fermare l’uso della violenza sessuale contro le donne come arma di guerra».

NADIA MURAD
Nadia 25 anni, è una delle circa tremila ragazze e donne yazide che sono state vittime di stupri e abusi da parte dell’Isis, detenuta come una schiava del sesso, dopo essere stata rapita nell’agosto 2014 da alcuni miliziani nel corso della grande offensiva dello Stato Islamico nel Sinjar, area dell’Iraq abitata in prevalenza da yazidi.  Murad, secondo la motivazione, «è stata vittima e testimone degli abusi e ha dimostrato un coraggio raro nel raccontare le proprie sofferenze e parlare a nome di altre vittime».