Il linguaggio segreto dei nativi digitali

studenti_05-03-19Per la Generazione Z l’amore è una questione di tattica. Z Factor, la ricerca ZooCom e Havas Media che profila la GenZ, ossia i post Millennials, nati tra il 1997 fino al 2010, rivela un nuovo quadro di equilibri e rapporti interpersonali in cui i nativi digitali mettono al centro della loro fruizione quotidiana una vera e propria strategia di approccio e flirt che rivoluziona il linguaggio dell’amore… e non solo.

5 SFUMATURE DI LIKE
Il “gesto” social più semplice è il “like”. Dietro un semplice pollice all’insù esistono tanti significati e strategie. Secondo la ricerca di Z Factor i macro significati che può assumere un “like” sono cinque:

1. VISIBILITA': essere visibili ed avere tanti followers è sinonimo di desiderabilità. La spasmodica caccia al “mi piace” è collegata all’esigenza di approvazione personale, una sorta di “vanity metric” per misurare la propria popolarità;
2. CONQUISTA: tanti “like” per manifestare interesse, ma attenzione ad essere uno dei primi per essere più rilevanti ed essere sicuri di essere notati. I “like” con finalità di conquista vengono elargiti generosamente, ma l’approccio diretto è sempre tramite messaggio privato per evitare gossip o imbarazzanti rifiuti;
3. AMICIZIA: Gli amici sono gli easy like, ma l’equilibrio fra il “like4like” e il “like” tattico è sottile: non è sempre facile capire dove finisce la “friendzone”;
4. UPDATE WITH: un “like” può essere un modo di riavviare un rapporto che si è raffreddato, di dire “ti ricordi di me?”;
5. NON LIKE: il “non like” comunica disapprovazione, può significare gelosia, delusione o “sto prendendo le distanze da te”. Significa manifesta indifferenza!

TUTTO SOTTO CONTROLLO
Questi processi apparentemente complessi, ma assolutamente naturali per la GenZ, si accompagnano a un monitoraggio assiduo di “like”, follower e visualizzazioni. I ragazzi tendono ad avere molteplici profili che usano con finalità diverse. Due ragazzi su tre trattano il loro profilo privato Instagram come se fosse un profilo di brand o da influencer. Il motivo è semplice: hanno la necessità di tenere sotto controllo ogni metrica legata alla loro produzione social.

PRIVACY E PROFILO FAKE
Allo stesso modo, il 73% dei ragazzi ha dichiarato di aver utilizzato almeno una volta il profilo privato su Instagram. Il motivo non è la privacy, che la GenZ vive in modo molto più fluido rispetto alle generazioni che l’hanno preceduta, lo fanno per non perdersi le ultime novità sulla vita dei loro amici e per monitorare meglio chi li segue e chi no. Infine, quasi tutti hanno un profilo fake: si tratta di un’altra delle strategie di maggior successo, atte a mantenere l’anonimato o penetrare le barriere del profilo privato. La GenZ utilizza spesso e volentieri i profili fake per tenersi aggiornati, ad esempio, sugli ex!

BODY LANGUAGE DELLA RETE
L’amore non ha smesso di essere complesso, ma le regole del gioco sono decisamente cambiate. Esiste un vero e proprio linguaggio segreto della Generazione Z, un body language della rete che conduce tutti i loro rapporti interpersonali. Questo linguaggio si espande e tocca anche il rapporto che hanno con influencer e con le pagine ufficiali delle aziende: basta un contenuto sbagliato, un periodo prolungato di contenuti noiosi e il “like” salta: è la dura legge della GenZ!