Il laboratorio di giornalismo, un’opportunità per gli studenti universitari

Dal 23 al 30 agosto, in occasione del Festival delle Storie, presso il Teatro comunale di San Donato Val di Comino inizieranno gli incontri del ciclo “Il mestiere di scrivere”. Si tratta del laboratorio di giornalismo, frutto della collaborazione tra il Festival, Psiche e Aurora editore, l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio meridionale e il laboratorio di editoria e comunicazione Manuzio.

Gli incontri in totale saranno sette, nel corso dei quali verranno affrontati i metodi, gli strumenti e lo scenario culturale di chi ha deciso di intraprendere la professione del raccontare i nostri tempi. Per rendere ancor più interessante il seminario, sarà allestita una mostra fotografica dedicata alle nuove sfide del giornalismo, dal titolo “Il guerrillero-reporter: La nuova sfida del gioranlismo. Giornalista? Sì, ma anche guerrillero”. La mostra sarà curata dal progetto sperimentale di ricerca del corso di laurea in Scienze della Comunicazione di Cassino, Guerrilla marketing e strategie non convenzionali di comunicazione. Luca Leone, responsabile della casa editrice Psiche e Aurora e Cristina Michela Paglia, direttrice creativa, ideatrice e responsabile del progetto di ricerca sperimentale “Guerrillando”, hanno lavorato alacremente alla realizzazione degli incontri e all’allestimento della mostra.

«È stato Luca Leone a propormi la realizzazione di una mostra fotografica che potesse illustrare le nuove frontiere del giornalismo – spiega Michela Paglia – vista la tematica su cui verterà il laboratorio “il mestiere di scrivere”, in cui interverranno giornalisti di fama nazionale. Con il supporto della professoressa Fiorenza Taricone, coordinatrice del nostro corso di laurea in Scienze della Comunicazione, abbiamo porato avanti l’idea di mettere in risalto l’apporto giornalistico alle azioni di Guerrilla Marketing, in quanto un’azione pubblicitaria non convenzionale riesce con forza a trasformarsi in un evento-notizia di pubblico interesse. All’interno della mostra esporremo non solo le foto delle nostre campagne pubblicitarie, ma anche gli articoli stampa delle testate giornalistiche, sia locali che nazionali dedicati ai nostri case study. Il tutto sarà accompagnato dalla proiezione di filmati e servizi tg girati durante i nostri eventi-azioni».

Guerrillando ha sempre promosso e realizzato belle iniziative, alcune delle quali toccano anche temi di grande riflessione come la violenza sulle donne, il problema della disabilità eccetera, ora partecipate al seminario che illustra il mestiere del giornalista; cosa vi aspettate da questa nuova iniziativa?
«Con grande soddisfazione, Guerrillando è un progetto noto a molti nel nostro territorio. Lo scopo iniziale era quello di offrire un’opportunità di crescita sia agli studenti stessi, i quali hanno la possibilità di potenziare le loro competenze acquisite durante il percorso di studio universitario, e sia di garantire a enti e aziende del territorio una risorsa e un valore aggiunto maggiore rispetto alle loro specificità commerciali e/o di natura sociale. La nostra forza risiede nelle idee, nella creatività e nella capacità di riuscire a dare vita a un evento che faccia parlare di sé  a livello mediatico. Dopo aver sperimentato la forza con cui Guerrilla riesce a penetrare nella città e nei sistemi psicologici degli utenti, abbiamo scelto di metterci al servizio della collettività e di realizzare azioni di Guerrilla Marketing, che investono in temi legati al sociale e in problematiche su cui è necessario portare a riflettere le persone con maggiore attenzione. Attraverso la mostra fotografica vogliamo rendere ancora più forte il legame che ci lega al territorio e ribadire con maggiore enfasi lo scopo del progetto».

Puo’ spiegarci questo nuovo connubio di guerrilliero-reporter?
«Il guerrillero-reporter è una nuova figura professionale concepita e nata all’interno del nostro progetto sperimentale di ricerca Guerrillando. È l’unione di due aspetti molto diversi ma, allo stesso tempo, compatibili tra loro: il mondo del giornalismo  e quello del Guerrilla Marketing; un connubio che si è venuto a creare spontaneamente all’interno del team, dati i compiti svolti dall’addetto stampa e dati i presupposti teorici e gli accorgimenti tecnici inerenti le strategie comunicative non convenzionali. Il guerrillero-reporter è, in sostanza, il giornalista interno e l’addetto stampa del team; il suo compito è quello di redigere comunicati stampa, rilasciare interviste, gestire i rapporti con la stampa esterna e con i media in generale, ma soprattutto occuparsi di “manipolazione” dei media».

A Luca Leone chiediamo il valore aggiunto della partecipazione al laboratorio di giornalismo alla formazione degli studenti universitari.
«Innanzitutto permette di confrontarsi con le firme più importanti della comunicazione on-line e cartacea, poi di approfondire concetti che spaziano dal giornalismo televisivo a quello d’inchiesta, passando per la cronaca nera, le tendenze culturali, come raccontare la storia. Il valore aggiunto sta tutto nell’interazione, nella possibilità di “rubare” informazioni e i segreti di un mestiere in evoluzione: Il giornalista al tempo dei social network non è più la figura statica di un decennio fa, ma rappresenta il dinamismo di una comunicazione 2.0. O si è così o si è fuori da tutto, indipendentemente dai trenta presi agli esami o dalle lauree conseguite».

La presenza di nomi noti e giornalisti delle grandi testate giornalistiche, cosa può dare al nostro territorio?
«Scambio e confronto, perché sono il sale di chi vuole crescere. Non dimentichiamo che viviamo in provincia, quindi ospitare nomi illustri che – per accordo preso con gli organizzatori – non faranno la passerella, ma interagiranno con gli studenti e i partecipanti, vuol dire vivere un’esperienza culturale unica, nella cornice di una grande evento come il Festival delle Storie della Val di Comino. Inoltre, far crescere un territorio, oltre a proporlo per le sue bellezze storiche e naturalistiche, significa stimolare la creatività e la voglia di fare dei più giovani. Non dimentichiamo che siamo la terra di scrittori, filosofi, registi, giornalisti, uomini e donne di cultura».

La volontà e l’idea di realizzare questo evento di grande arricchimento culturale, come nasce e qual è lo scopo che si vuole raggiungere?
«La finalità della casa editrice Psiche e Aurora e del Festival delle Storie è quello di valorizzare talenti, soprattutto del Lazio meridionale. Talento e merito fanno bene al territorio, perché lo fanno crescere, eccellere, competere con le realtà non solo italiane. Le potenzialità ci sono: serve lo scatto».

Autore: Francesco Pallucci
Fonte: L’inchiesta

© Riproduzione riservata