STORIA
I motti di Psiche e Aurora

i-mottiI motti segnarono un’epoca e furono l’espressione di un personaggio straordinario come Gabriele d’Annunzio: con lui divennero formule magiche capaci di infervorare gli italiani. Lo stesso fece il ventenne Donato Cucchi nelle pagine di Psiche e Aurora, i cui motti omaggiavano la poesia, l’avventura esotica, il modello dannunziano del poeta-guerriero.

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«ARMA LA PRORA E SALPA VERSO IL MONDO»
Gabriele d’Annunzio

Il motto appare la prima volta sulla rivista Psiche ed Aurora nel giugno del 1908 (numero 1-6) ed è tratto dalla tragedia La nave (1907). La frase viene pronunciata dal condottiero Marco Gràtico, protagonista di una Venezia delle origini suggestiva e grandiosa. L’opera riscuote un particolare successo in occasione della sua prima rappresentazione l’11 gennaio 1908.

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«ARDISCI E SPERA»
Margherita di Savoia

La citazione, presente fin dal primo numero della rivista Psiche (luglio 1912), è un omaggio alle grandi esplorazioni in terra d’Africa. Nel giugno del 1906 Luigi di Savoia duca degli Abruzzi raggiunse per primo le Montagne della Luna in Uganda. Una volta sulla vetta del Ruwenzori prese dal sacco la bandiera tricolore, con il motto «Ardisci e spera» consegnatogli dalla regina Margherita, e la piantò soddisfatto. In quegli anni diversi uomini partirono nel tentativo di superare le insidie dei ghiacciai sommitali ugandesi, ma la nebbia impenetrabile li sconfisse tutti ad eccezione di questo nostro connazionale temerario e coraggioso.

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«UNO PER TUTTI, TUTTI PER UNO DOVRA’ ESSERE LA MASSIMA»
Donato Cucchi

L’invito fatto da Donato Cucchi ai giovani insegnanti italiani (1914) è stato scelto come motto per School at Work, il progetto didattico che Psiche e Aurora offre a studenti e docenti per promuovere la lettura attraverso l’attivazione di laboratori, incontri con autori ed esperti, visite ai luoghi dei romanzi, viaggi d’istruzione. School at Work è l’evoluzione ideale de L’Aurora della Scuola, progetto editoriale di Donato Cucchi che a causa del terremoto di Avezzano e degli eventi bellici del 1915 non andò oltre l’elaborazione grafica della copertina e l’abbozzo del manifesto programmatico.