I libri elettronici frenano i nativi digitali

scuola_20-03-2017È un luogo comune errato che i nativi digitali non leggano: leggono molto di più, e con più passione, di noi adulti. Forse perché non hanno ancora pregiudizi né steccati: sono capaci di passare con disinvoltura dal tablet alla carta stampata, dalla saga fantasy in videogioco a quella cartonata. Ma leggere su carta stampata o su uno schermo non è la stessa cosa. Un’affermazione intuitiva, per chiunque abbia provato le due modalità: ma adesso dimostrata da uno studio fatto su mille bambini all’università Murdoch di Perth, in Australia, per cui quelli che leggono su iPad, computer e telefonini leggono meno.

«Dare ai bambini congegni elettronici per leggere inibisce la lettura», è la conclusione della ricerca guidata da Margaret Merga del Dipartimento di Educazione dell’ateneo. Il motivo principale sarebbe il media multitasking. «Leggere su congegni collegati in rete causa distrazione, invitando al salto continuo da una pagina all’altra» dice la ricercatrice. «Abbiamo accertato che questo ha un impatto dannoso sulla comprensione e sulla concentrazione».

Specialmente problematici in questo senso sono i telefonini, che molti teenager usano anche per leggere, ma su cui sono continuamente interrotti da messaggi e avvisi social, Al progetto hanno partecipato 997 alunni degli ultimi tre anni delle elementari, ai quali è stato chiesto con che frequenza leggono libri nel tempo libero, se possiedono Kindle, iPad, o telefoni cellulari, e se li usano per leggere. «La frequenza di lettura è minore quando i bambini dispongono di un maggior numero di questi congegni», scrive Merga sulla rivista Computers and Education.

In realtà forse i nativi digitali lo sapevano già senza bisogno della ricerca. Secondo un altro studio della stessa università infatti il 60% preferisce i libri «fisici» a quelli digitali un po’ perché amano il senso di possesso, l’oggetto sullo scaffale, un po’ perchè preferiscono la sensazione di sfogliare le pagine. E poi naturalmente quando posano il libro si tuffano in Whatsapp.

Autrice: Raffaella Silipo
Fonte: Lastampa.it