Gli italiani scoprono su Marte un lago di acqua salata

storie_22-10-18Il radar italiano Marsis ha scoperto lo scorso luglio un grande bacino di acqua salata a un chilometro e mezzo di profondità sotto i ghiacci del polo sud marziano. Per gli esperti italiani l’ossigeno disciolto nel lago potrebbe sostenere forme di vita primordiali che respirano l’ossigeno. Dovrebbe trattarsi di forme “estremofile”, ovvero microrganismi capaci di sopravvivere in condizioni proibitive per gli esseri umani, con elevate concentrazioni saline e basse temperature per replicarsi.

LE INDAGINI CON IL RADAR
Lo straordinario risultato è stato ottenuto con il radar Marsis imbarcato sulla sonda MarsExpress dell’Esa europea lanciata nel giugno 2003 per studiare il Pianeta rosso. Il gruppo di scienziati autore della scoperta è formato da 22 ricercatori appartenenti a centri di ricerca e università italiane con tre protagonisti principali: Enrico Flamini ( Chief Scientist dell’Asi), Elena Pettinelli (responsabile del laboratorio di fisica applicata alla Terra e ai pianeti dell’Università Roma Tre) e Roberto Orosei (Istituto nazionale di astrofisica Inaf), primo firmatario dell’articolo su Science.

ACQUA LIQUIDA
Alla profondità in cui si trova il lago la temperatura dovrebbe essere ben al di sotto gli zero gradi, ma la presenza di sali come quelli trovati dalla sonda Phoenix della Nasa al Polo Nord ha permesso all’acqua di mantenersi allo stato liquido. Il radar Marsis è stato ideato e progettato dal professor Giovanni Picardi dell’Università La Sapienza di Roma e costruito da Thales Alenia Space Italia, con le antenne realizzate dal Jet Propulsion Laboratory della Nasa.

GLI AMERICANI BATTUTI DAGLI ITALIANI
La comunità scientifica americana non ha gradito d’essere stata superata per meriti indiscutibili dai ricercatori italiani. Ha dovuto citare la scoperta imprescindibile per le ricerche successive, ma ha evitato di esporla in copertina nella recente pubblicazione sulla rivista Nature Geoscience. Invece ha dato risalto agli ultimi dati del California Institute of Technology. La ricerca di acqua su Marte ha avuto inizio nel 1997.

LE RICERCHE ITALIANE
«Questa scoperta è una delle più importanti degli ultimi anni», sottolinea Roberto Battiston, presidente dell’Asi. «Sono decenni che il sistema spaziale italiano è impegnato nelle ricerche su Marte insieme a Esa e Nasa. I risultati di Marsis confermano l’eccellenza dei nostri scienziati e della nostra tecnologia, e sono un ulteriore riprova dell’importanza della missione Esa a leadership italiana ExoMars che nel 2020 arriverà sul Pianeta rosso alla ricerca di tracce di vita».