Giacomo Mazzariol

giacomo-mazzariol_15-12-18Nato nel 1997, Giacomo Mazzariol rappresenta la Generazione Z, ragazzi che come lui sono nati e cresciuti con internet e che usano la rete per raccontarsi. Giacomo a soli diciannove anni realizza il suo primo libro: Mio fratello rincorre i dinosauri. Storia mia e di Giovanni, che ha un cromosoma in più. Attraverso il progetto Generazione Z ha viaggiato in oltre 150 scuole italiane per raccogliere i racconti della nuova generazione. Come membro del Collettivo Grams, gruppo di giovani sceneggiatori, è autore di Baby, nuova serie Netflix. Ora è in libreria con il suo secondo libro, Gli squali.

L’ESORDIO NELLA LETTERATURA
Mio fratello rincorre i dinosauri. Storia mia e di Giovanni, che ha un cromosoma in più racconta in modo leggero della sindrome di Down, di come viene affrontata da un fratello che capisce solo con il tempo il valore di vedere il mondo con occhi diversi. Un video virale su Youtube, The Simple Interview, ha portato alla proposta di Einaudi per la stesura del libro. Un successo italiano e internazionale che ha reso Giacomo un giovanissimo e promettente scrittore, capace di veicolare un importante punto di vista.

CON GLI SQUALI RACCONTA UNA GENERAZIONE
«Negli ultimi anni» spiega Giacomo «ho riflettuto spesso su come noi più giovani ci possiamo muovere in un mondo iperconnesso, dove troviamo moltissime opportunità per promuovere nuove idee ma anche innumerevoli rischi. Idee che ho già avuto modo di analizzare lavorando a Generazione Z di Repubblica, e collaborando alla sceneggiatura di Baby. Per due anni sono stato immerso in tematiche che riguardano me e i miei coetanei, e così è nata la storia di Max, che è in parte anche la mia».

STIMOLI E OSTACOLI
«Sembra che possiamo avere tutto a portata di mano, ma così facendo si rischia di ritrovarsi con niente. A partire dalla conoscenza, che appare a portata di click. La mia generazione ha una libertà infinita, che però può diventare una mancanza di stabilità e di punti fermi. Proprio quando si ricevono tantissimi stimoli, è importante avere delle basi solide: questo ci permette di non essere “sdraiati”, ma attivi. I tempi cambiano, ma gli stereotipi restano sempre gli stessi. La mia generazione sta vivendo in un momento di crisi, dove i media tradizionali sono stati scalzati da altri metodi di comunicazione».

GUARDANDO AL FUTURO
«Lavorando a Baby abbiamo fatto delle ricerche e ci siamo accorti del desiderio di diventare sempre più presto adulti da parte dei giovanissimi. Una smania di bruciare le tappe che trova un alleato nel numero di informazioni che si possono reperire online. Però è sbagliato credere che i ragazzini di oggi siano frivoli: la voglia di scoprire e di crescere è guidata da un pensiero forte, dalla sete di sapere. Per quanto mi riguarda spero in una piacevole transizione verso una situazione più tranquilla, dedicata allo studio e alla creazione artistica. Per un paio di anni voglio ancora sperimentare».