Diego Cimino

diego-ciminoA 21 anni Diego Cimino, catanese, è salito sullo scranno più alto della sala dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nel Palazzo di Vetro di New York e ha parlato a braccio davanti ad ambasciatori, politici e studenti di tutto il mondo. Quattro anni dopo è il più giovane diplomatico italiano e Forbes l’ha inserito fra i 300 “under 30″ che potrebbero cambiare l’Europa. Ha già alle spalle esperienze da far impallidire un diplomatico navigato.

LAVORO E SODDISFAZIONI
Oggi Diego ha 25 anni e lavora nell’ufficio di Cooperazione allo sviluppo multilaterale dove vengono gestiti i rapporti con gli enti che si occupano di cooperazione e sviluppo sostenibile: dall’Onu alla Banca Mondiale. E’ convinto che la grande sfida da vincere per la sua generazione, nata dopo la caduta del muro di Berlino, sia quella di superare il ritorno ai nazionalismi. In futuro gli piacerebbe occuparsi di multilateralismo, per lui l’unica soluzione possibile in tempi così complicati.

LA SFIDA PIU’ GRANDE
«Siamo cresciuti nell’epoca della globalizzazione, non possiamo permettere che certe storture, soprattutto in campo economico, pregiudichino quella globalizzazione culturale che ci rende cittadini di un unico mondo dove le diversità convivono, si esaltano e creano valore aggiunto. Non possiamo più pensare al mondo come la somma di tanti piccoli territori chiusi e separati tra loro. Ecco, la battaglia ai nazionalismi che creano spesso estremismi è forse la sfida più grande che dobbiamo vincere».