D’Annunzio in classe con duemila ragazzi

«Fai silenzio/ Per le vie della città non sento i suoni/ che affermi esser della natura/ ma rumori nuovi/ solo rumori di gocce e tuoni…/ Li percepisci?/ Piove sulle numerose auto rumorose/ Questi palazzi che circondano noi/ hanno un aspetto cupo che turba i nostri cuori/ I nostri pensieri vagano come anime/ disperse senza una risposta/ Noi siamo oramai parte/ di questo mondo che corre e teme di fermarsi».

La pioggia sui grattacieli. Questo il titolo di una bellissima poesia scritta non da un neo-dannunziano poeta professionista, ma da due alunni dell’IPSCT Sassetti-Peruzzi di Firenze – Ilham e Claudio i loro nomi – che hanno proposto una versione moderna della Pioggia nel pineto di Gabriele D’Annunzio. Ma che scuola è quella che insegna a parafrasare i grandi autori? Non era vietato una volta prendersi gioco dei sacri testi? Nella scuola “normale”, forse. Ma qui siamo in una classe un po’ speciale.

Quella che si è aperta ieri a Firenze è infatti la prima giornata di lavori della tredicesima edizione dei Colloqui Fiorentini. Una scuola “aperta”, dove le sorprese non finiscono mai. La sessione di quest’anno è dedicata all’eroe di Fiume e del volo su Vienna. Ben duemila gli studenti provenienti da tutta Italia, accompagnati da trecento insegnanti. Un numero sempre crescente, che testimonia come l’emergenza educativa nel nostro Paese non sia soltanto uno slogan ma, agli occhi di tanti ragazzi e di tanti docenti, diventi problema reale, da combattere con iniziative proprio come quella in corso a Firenze.

«Un’esperienza meravigliosa, difficile da spiegare a parole: bisogna soltanto viverla! Mi scoppia il cuore di gioia! Finalmente ho trovato ciò che da sempre stavo cercando», afferma Ilham. «Piacere, estetismo, bellezza, labbra, mani, sensualità, oltreuomo. Quante parole, slanci, altalene, tra entusiasmi e smarrimenti, ci hanno accompagnato nello studio di uno straordinario creatore della suggestione emotiva… Siamo entrati nel mondo di un uomo, che ancora oggi ha la capacità di tenerci incollati davanti ai suoi scritti», aggiunge Simone del liceo scientifico “Leonardo da Vinci” di Giulianova Marche. Tante anche le iniziative curiose e divertenti.

Una classe dell’Istituto Scientifico Nostra Signora di Pescara, la quinta C, ha deciso di distinguersi dagli altri alunni in modo del tutto originale, indossando una maglietta con il titolo della tesina da loro proposta: «Addio ti bacio centomila e un milione di volte». «Perché quando si ama – sottolinea Jennifer della quinta C – si fanno follie e questa è la nostra personale dichiarazione d’amore a D’Annunzio».

«È vero – prosegue la studentessa – è passato più di un secolo, eppure l’emozione è sempre la stessa. In un primo momento ci siamo chiesti cosa lega a noi un uomo vissuto tra Ottocento e Novecento? Semplice: fare le stesse esperienze e provare le stesse sensazioni, solo per il fatto di essere uomini. E in questo modo siamo arrivati a riconoscere noi stessi nell’autore». E così l’obiettivo dei Colloqui Fiorentini si può dire raggiunto: «Conoscere è riconoscere».

Fonte: Avvenire.it
Autore: Daria Arduini
Aggiornamento: 03-03-2014 (9)
Sezione: School at Work
Rubrica: Scuola