Coronavirus, stop alle gite scolastiche fino al 15 marzo

studenti_25-02-20Marcia indietro del governo sulle gite scolastiche: i presidi devono annullare solo quelle con partenza prima del 15 marzo. Per le altre si vedrà: per ora non è prevista la cancellazione obbligatoria e l’intenzione della ministra Azzolina è di mantenerle a meno che la situazione della diffusione del coronavirus peggiori.

AGIRE CON CAUTELA
A convincere il governo alla cautela, nel decreto che predispone le misure per le attività scolastiche, è soprattutto la questione economica: l’annullamento di tutte le gite fino a maggio creerebbe un buco da centinaia di migliaia di euro: un bacino non indifferente perché riguarda circa il 40 per cento degli studenti, oltre tre milioni di bambini e ragazzi.

NORME PER I RISARCIMENTI
Il decreto che dispone le regole per gli annullamenti dei viaggi di istruzione ha lo scopo di garantire rimborsi integrali per le famiglie da parte delle agenzie (grazie alla nuova disposizione i presidi possono disdire le gite per forza maggiore, senza pagare penali). Le agenzie saranno poi risarcite dallo Stato nell’ambito del fondo di aiuti alle attività produttive e di servizi colpite dall’emergenza coronavirus.

DANNI PER IL SETTORE
Il turismo scolastico è un business da 316 milioni di euro. Un settore che negli ultimi anni aveva già risentito di un forte ridimensionamento: nel 2009 partivano 6 classi su 10, oggi soltanto 4. A rinunciare sono soprattutto le scuole medie, anche perché è spesso difficile trovare professori-accompagnatori. Si tratta di viaggi che in media prevedono dai 2-4 pernottamenti fuori casa e, nel caso delle scuole superiori, per metà sono gite all’estero.

STOP FINO AL 15 MARZO
Stessa sorte tocca alle uscite didattiche (visite a musei, rappresentazioni teatrali, uscite nel territorio cittadino): sono sospese ma solo fino al 15 marzo.