Charlie Charles

charlie-charles_15-02-19Charlie Charles, pseudonimo di Paolo Alberto Monachetti (Settimo Milanese, 24 marzo 1994), è il giovanissimo produttore musicale milanese che sta dietro ai più grandi successi di Ghali e di mezza trap italiana, nonché alla canzone che ha vinto a Sanremo 2019. Voce ufficiale della “generazione trap”, è diventato una figura talmente importante da costruirsi un megastudio a Seguro, nel Milanese, vera e propria Mecca dei rapper odierni,dove passa la maggior parte delle sue giornate.

IL LAVORO DI PRODUTTORE
Charlie Charles è un produttore nel senso che compone la musica di un brano, e la produce fisicamente al computer: realizza cioè, da solo o collaborando con il cantante o con altri produttori, la base finale di una canzone, a cui manca nel più dei casi soltanto la voce dell’artista. Lo fa oggi per praticamente tutti i rapper più famosi del momento: come ha scritto Tommaso Naccari su Noisey, Charlie Charles è «l’eminenza grigia del rap italiano».

DALLE COLONNE SONORE AL RAP
«In passato ho fatto altri generi. Anche cose inusuali, come le colonne sonore. Da adolescente ascoltavo solo electro e techno, tipo Cyberpunkers e Boys Noize. Punto di svolta, Palazzo Granaio: era un ritrovo davvero hip hop, c’erano ad alternarsi live di rapper, eventi per producer, ballerini, writer. Mi ha fatto scoprire il rap. Settimo in tutto ciò è stata fondamentale». Già nel 2016, con il disco Sfera Ebbasta, il talento di Charlie Charles è emerso in tutta la sua forza. Il grande successo è arrivato nel 2017 con Album, il primo disco di Ghali.

CARATTERE E SUCCESSO
Chi fosse Charlie Charles lo aveva capito anche la Warner e la Universal a cui lui ha preferito dire di no. Declinare la loro offerta è servito a tutelare il suo progetto. La Roccia Music è l’etichetta che lo aiuterà ad arrivare al traguardo. Ciò che colpisce di Charles è la determinazione e il carattere: «Non mi viene naturale apparire, semplicemente. Sono un personaggio quando posso non esserlo, quindi magari lo sono nella vita di tutti i giorni, ma certi aspetti della mia persona non mi viene naturale esternarli».