Atina ricorda Perlasca e gli ebrei nella retroguardia del fronte di Cassino

«Noi non vogliamo essere come loro e la memoria deve servire a non far ripetere questi orrori». In questa frase, il senso della funzione della memoria come dei percorsi educativi necessari per rievocarla. È stata un’alunna della III B a pronunciarla chiudendo la manifestazione “Storie di retro guerra. Gli ebrei in Val di Comino e la Shoah” promossa in occasione del Giorno della Memoria dall’istituto comprensivo di Atina, in collaborazione con il Comune e la Biblioteca, la casa editrice Psiche e Aurora, il Festival delle storie, tenutosi presso la sede prestigiosa di Palazzo Cantelmo in Atina.

La vicenda degli ebrei portati in salvo da Giorgio Perlasca, divulgata anche attraverso la fiction prodotta dalla Rai e interpretata da Luca Zingaretti, è ricostruita dall’autore Massimiliano Santini, attraverso le testimonianze di alcuni di essi e da materiale documentale messo a disposizione dalla Fondazione omonima. Gli alunni della secondaria di I grado di Atina e Villa Latina, nell’ambito del percorso di “Cittadinanza e Costituzione e legalità”, hanno presentato lavori multimediali e cartacei di grande impatto emotivo condivisi con i docenti.

Le tematiche dei diritti umani contemplati nelle carte internazionali e nella costituzione italiana in primis, il filo conduttore dell’incontro su cui si sono soffermati gli intervenuti. Introdotto dalla docente Sandra Parravano, referente del progetto Cittadinanza e Costituzione, ha accolto gli interventi del sindaco, Silvio Mancini di Atina e di Villa Latina, Luigi Rossi, che hanno ripercorso, il primo, le vicende della Shoah e del suo significato attuale, il secondo ha evidenziato il pregevole lavoro svolto dagli alunni, in mostra per l’occasione.

La dirigente scolastica, Anita Monti , ha sottolineato la valenza della testimonianza orale e scritta che gli adulti devono trasmettere alle nuove generazioni come del senso di responsabilità individuale che deve animare chiunque, in ogni luogo, per costruire comunità pacifiche e coesione sociale, oltre il pregiudizio, oltre l’ignoranza, perché il Dio cristiano e il Dio ebreo hanno salvato il mondo per la presenza dei pochi giusti.

Luca Leone, nel suo intervento, ha ricostruito le vicende degli internati in vai Cornino, dove ebrei in fuga trovarono ospitalità dopo le leggi razziali , tra cui Grete Bloch , amante di Franz Kafka, rievocando anche episodi molto toccanti dei pochi superstiti salvati con il contributo di cittadini di San Donato Val di Comino e di Picinisco. Ai ragazzi affidato il compito di intermezzi di lettura del testo di Santini con chiusa musicale a cappella di brani della tradizione ebraica.

Fonte: La Provincia Quotidiano
Aggiornamento: 28-01-2015
Rubrica: Schoolatwork+

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