Alla scoperta delle tradizioni natalizie italiane

Il Natale è la festa per eccellenza, nonché un insieme di tradizioni che risalgono ai tempi più antichi. Tutto ciò che amiamo fare per celebrarlo è frutto della nostra cultura e di quanto ci è stato tramandato dalla storia.

Ad esempio, nella rappresentazione della natività ricordata attraverso il presepe, tutto è simbologia: la stalla rappresenta la povertà e la miseria; Giuseppe è l’intelletto: anziché ripudiare Maria si inchina a Dio accettandone la sua volontà. Anche il significato della presenza nella stalla del bue e dell’asinello è molto profondo: il soffio è vita, dunque il soffio dell’asino e del bue è una reminiscenza del soffio tramite il quale Dio ha dato l’anima all’uomo.

Tutto quindi ha una sua tradizione e trova la sua origine da una leggenda, dall’albero di Natale all’agrifoglio, dalle campane natalizie al presepe, dalla stella di Natale alle ghirlande a Babbo Natale e le letterine che gli vengono scritte dai bimbi.

– L’antivigilia di Natale si bolliva la zucca, appena alzati se ne mangiava un piccolo pezzo, che era di felice auspicio per la salute. La rimante parte veniva posta in un piattino con accanto del sale grosso ed un pezzetto di pane. La sera della vigilia si metteva questo piatto in centro tavola: prima di consumare il pasto ogni commensale si segnava col segno della croce, poi ognuno mangiava un pezzetto della zucca.

– Nella vigilia di Natale era considerato buon auspicio mangiare le zucche, ma non le mele. In bambini di casa dicevano il sermone, una poesia natalizia che veniva insegnata loro a scuola. Sul tardi, invece, si mettevano in fila 12 bucce di cipolle, per ricordare i dodici mesi e si cospargeva ogni foglia con del sale. Il mattino successivo, le bucce dove il sale era sciolto indicavano i mesi più piovosi.

– Fino a mezzanotte della vigilia si lascia la tavola apparecchiata con tutti i piatti anche sporchi. C’è chi afferma che questa usanza volesse onorare i morti per farli avvicinare alla tavola. Altri affermano invece che questa tradizione fosse fatta per l’eventuale passaggio della Madonna. Scoccata la mezzanotte si sparecchiava e si scuoteva la tovaglia fuori con tutte le briciole, e nel camino si metteva il ciocco che veniva acceso dal padrone di casa.

– Il pranzo della vigilia è rimasto molto frugale in quasi tutte le famiglie, addirittura in molte famiglie non ci si siede neanche a tavola e si consuma la “stortina”, ovvero l’anguilla marinata e l’acquadella fritta ( piccoli pesciolini ) o ancora tonno, acciughe e verdure.

– La cena della vigilia il menù tipico in molte zone d’Italia, ma in particolare in Emilia, sono gli spaghetti con tonno ed acciughe, poi anguilla in umido o alla brace, tortelli ed il classico pane di Natale.

– Il giorno di Natale si mangiavano oltre ai tortellini in brodo, lo zampone con le lenticchie o con i fagiolini, il bollito con le salse, il cappone arrosto farcito, il pane di Natale, il panettone, la zuppa inglese, la spongata, il gelato di Natale, i fichi secchi e la frutta fresca o secca.

– Il sale grosso veniva usato per salare il brodo del giorno di Natale, il pane veniva avvolto in una carta e conservato in frigorifero ed usato per curare la pertosse.

– Grande tradizione ha avuto la letterina di Natale che i bimbi di casa nascondevano sotto il piatto fondo del papà. In questa letterina il bambino chiedeva scusa dei capricci fatti durante l’anno e prometteva di essere più buono. Il papà, dopo averla letta, era solito baciare il figlio e gli regalava dei soldi.

Fonte: Buonissimo.org
Aggiornamento: 17-12-2012 (52)
Sezione: School at Work
Rubrica: Misteri